Ticino, crescono le inchieste legate ai reati finanziari

Nel 2011 i rapporti della polizia sono aumentati del 35 per cento, in diversi casi coinvolgono anche cittadini italiani. Truffe, appropriazioni indebite e frodi fiscali i casi più diffusi

reati finanziari canton ticino Sono stati 34, nel 2011, gli arresti legati a reati relativi alla sfera finanziaria effettuati in Canton Ticino. Lo ha reso noto oggi la Sezione reati economico finanziari (Ref) della polizia cantonale che ha diffuso il bilancio delle attività portate a termine lo scorso anno.
«I reati maggiormente denunciati – si legge nella nota – permangono la truffa e l’appropriazione indebita. L’approfondimento delle varie denunce fa però emergere anche altri tipi di reato quali l’omissione della contabilità, la bancarotta fraudolenta, reati contro le assicurazioni sociali e la frode fiscale». Nel 2011 la REF ha redatto complessivamente 328 rapporti (+ 35 rispetto al 2010); sono stati inoltre redatti 79 rapporti relativi alla messa in circolazione di monete false, prevalentemente euro e dollari. In un caso si è proceduto in giugno all’arresto di due cittadini marocchini rei di aver spacciato in numerosi luoghi pubblici banconote da 100 euro false. Inoltre, sono state trasmesse 77 informazioni di polizia via Interpol relative a soggetti o attività presenti in Ticino oggetto di inchieste di polizia all’estero.

In aumento i reati legati al mercato del lavoro – Nel 2011 sono state portate a termine anche alcune inchieste relative al mancato rispetto delle normative vigenti in materia di lavoro. «È un fenomeno – precisa la sintesi della polizia – che si ritiene sia sempre esistito ma che da qualche tempo prende una forma più ampia danneggiando sensibilmente il mercato del lavoro in Ticino. In quest’ambito la REF garantirà un particolare impegno nel monitorare il fenomeno e nell’individuare il maggior numero di casi da segnalare al Ministero Pubblico. Lo scorso anno sono state aperte 6 inchieste. In particolare il Commissariato di Lugano in maggio ha arrestato due cittadini italiani, dipendenti a vario livello di una società che ha ricevuto un sub-appalto per lavori in un noto cantiere edile a Lugano, con l’ipotesi di estorsione a danno degli operai della società».

Truffe di sedicenti maghi e veggenti – Le truffe "Marabout" sono comunemente considerate fenomeni criminali perché periodicamente si ripresentano anche sul nostro territorio. Si tratta di reati commessi da vere e proprie organizzazioni criminali internazionali. In quest’ambito in marzo è stato arrestato un cittadino olandese, di origini africane, che effettuava questo tipo di truffe (messe in atto da sedicenti maghi, veggenti, stregoni che propongono a pagamento soluzioni a problemi di salute, amore, denaro e altro) in particolare a danno di un’anziana che dal 2001 si è vista spillare oltre 200’000 franchi. Nel mese di maggio si è poi proceduto all’arresto di un cittadino svizzero, loro complice. In aprile invece, sono stati arrestati in flagranza di reato due cittadini tedeschi, di origini polacche, che hanno truffato diverse persone in Svizzera vendendo loro tappeti di scarsa qualità come fossero pregiatissimi. Dall’inchiesta è emerso che le vittime, generalmente persone anziane, erano state in vacanza in Turchia dove avevano acquistato dei tappeti facendoli poi inviare per posta in Svizzera. Quando ci si trova all’estero bisogna quindi porre attenzione nel comunicare i propri dati poiché potrebbero essere utilizzati per commettere delle truffe.

Altri episodi segnalati - In gennaio sono stati arrestati due imprenditori del settore dell’aviazione, entrambi cittadini italiani, che hanno messo all’incasso in una banca Luganese un assegno del valore di circa 13 milioni di euro risultato rubato in Francia. L’inchiesta è ancora in corso per determinare il complesso retroscena economico dell’operazione.
In febbraio è stato arrestato un funzionario di una banca del Luganese che ha commesso dal 2008 al 2010 appropriazioni indebite ai danni di 13 clienti per circa 1 milione di franchi, allestendo documentazione falsa. Dall’inchiesta è pure emersa anche un’infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti per aver offerto ad amici circa 100 grammi di cocaina.
In marzo è stato affidato alla REF un grosso mandato di ricostruzione finanziaria che verte su malversazioni effettuate da dirigenti di una banca del Luganese, attualmente fallita. La fattispecie è complessa, a carattere internazionale, e ruota attorno al mondo della borsa e di operazioni illecite effettuate da operatori disonesti che hanno enormi somme di denaro a danno dei loro datori di lavoro o di clienti. Un’inchiesta in corso che tocca da vicino la finanza speculativa.
In maggio è stato arrestato un cittadino italiano domiciliato nel Luganese, tecnico elettronico, che ha esercitato abusivamente la professione di fiduciario finanziario, e che si è fatto affidare da clienti somme di denaro a scopo di investimento nel Forex e che invece sono in buona parte servite per finanziare il suo sostentamento. L’inchiesta è ancora in corso e l’ammontare delle malversazioni dovrebbe ammontare a circa 100’000 euro.
In giugno è stata arrestata una cittadina italiana, che esercitava abusivamente l’attività di fiduciaria in Ticino, poiché ha commesso ripetute appropriazioni indebite, truffe e falsità in documenti a danno di suoi clienti. Fatti contestati in un primo tempo dall’imputata la quale, a fronte di una minuziosa ricostruzione finanziaria, ha dovuto ammettere le sue responsabilità. Da questa inchiesta sono state aperte ulteriori due inchieste, tuttora in corso, per altre fattispecie fra le quali la frode fiscale a danno del Cantone che comporterà un recupero d’imposta di parecchie centinaia di migliaia di franchi.
In luglio è stato arrestato un cittadino italiano che ha versato sul suo conto presso una banca luganese oltre 800’000 euro provenienti dalla vendita di stupefacenti (metamfetamine) in Svizzera e all’estero. Dalla collaborazione fra la SREF e la Sezione Anti Droga si è potuto ricostruire un importante canale di approvvigionamento della droga fra le Filippine e l’Europa. Quest’inchiesta ha permesso la confisca a favore dello Stato di una somma di oltre 1 milione di franchi.
In ottobre è stato arrestato un consulente aziendale, cittadino italiano residente in Ticino, in relazione ad un atto di aumento di capitale di una società ticinese da 100’000 franchi a 2’900’000 franchi rivelatosi completamente falso poiché l’importo non è mai stato depositato e la relativa dichiarazione presso la banca è stata contraffatta e munita di una firma falsa.
In novembre sono stati arrestati un cittadino italiano residente in Ticino, un avvocato panamense e un cittadino spagnolo che hanno incassato presso una banca di Lugano un assegno di 1,6 milioni di dollari giustificando il denaro come delle commissioni a loro spettanti per un affare. In realtà l’assegno è stato carpito illegalmente. L’inchiesta è tuttora in corso.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2012
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