Un corteo colorato saluta il 25 Aprile

Tante persone alla commemorazione della Liberazione. Nei discorsi ufficiali si parla di antipolitica, di giovani, di una nuova Europa democratica

In un giorno ancora di sole, un corteo colorato ha salutato a Gallarate la festa del 25 Aprile: la commemorazione partita al cimitero ha toccato poi anche il monumento ai Caduti (con la posa della corona di fiori) e quello alla Resistenza, musica e palloncini colorato hanno accompagnato dando il segno della festa. Proprio in Largo Camussi – di fronte al monumento alla Resistenza di Arnaldo Pomodoro – si sono tenuti i discorsi ufficiali, quello del sindaco Edoardo Guenzani e quello del vicepresidente provinciale dell’Anpi Michele Mascella.  «Il 25 aprile cade in un momento di crisi, ma il ricordo della Resistenza insegna che le difficoltà si possono superare unendosi per gli obiettivi comuni» ha esordito il primo cittadino, ricordando che storicamente nella Resistenza e nel CLN confluivano forze molto diverse per posizioni politiche e di credo. E ancora Guenzani ha ricordato «il ruolo dei giovani» di quanti anche a Gallarate hanno dato la vita per la libertà: «si batterono ad armi impari per la libertà e i loro nomi si rintracciano oggi nella toponomastica», ricordano ancor oggi che «i giovani sono attori indispensabili nei passaggi significativi della storia».

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Michele Mascella, vicepresidente dell’Anpi provinciale, ha ripreso proprio l’elenco di quei 26 nomi di ragazzi e uno di ragazza (Angela Betti) morti giovanissimi e rimasti nei cuori degli abitanti delle cittadine e delle frazioni, dei quartieri operai (Mascella ha ricordato anche Clara Pirani Cardosi e Lotte Froelich Mazzucchelli, deportate e uccise per le loro origini ebraiche). Ma nel discorso dell’oratore dell’Anpi è stato forte il richiamo alla situazione di oggi, alla crisi morale e al rischio di accomunare i partiti in un’unica condanna: «Il moto di sdegno che si è ultimamente levato nei confronti dei Partiti è senza dubbio giustificato dai loro comportamenti che definiremo qui, con un eufemismo, “allegri”: meno giustificato, anzi riprovevole, auspicarne la cancellazione, come sembra provenire da settori fortemente interessati al loro smantellamento». Accanto alla critica all’antipolitica e all’eccesso di fiducia in un governo esclusivamente tecnico, Mascella ha fatto risuonare forte anche il richiamo alla questione morale (riecheggiando Enrico Berlinguer), al primato della politica sulle sole ragioni dell’economia, ad un nuovo ruolo dell’Europa: «se l’Europa vuole essere entità politica reale, ha bisogno che i suoi singoli stati membri cedano quote di sovranità nazionali (nei settori della politica economica, della politica estera e della difesa), che andranno a rafforzare politicamente quella moneta unica che si trova oggi senza un ‘governo europeo’ che la difenda.  E’ questa la causa profonda della crisi. Abbiamo bisogno tutti di una nuova e rinnovata Unione Europea, che fatica ancora ad affermarsi: cioè, di un vero governo europeo, che nasca dal voto dei cittadini nelle elezioni europee e sia responsabile davanti al Parlamento europeo».

Il 25 aprile 2012 è stato segnato anche dalla commemorazione, al cimitero, di Francesco Buffoni, storico esponente socialista (1882-1951), deputato nel primo dopoguerra, poi costretto all’espatrio dalla persecuzione attuata dai fascisti gallaratesi. Attraverso l’Ossola e la Svizzera, fuggì in Francia e nel dopoguerra fu senatore della Repubblica con il Partito Socialista.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 aprile 2012
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