Un insetto salverà i nostri castagni

E' l'antagonista del "cinipide" animaletto dannoso per le piante di castagno. Il resoconto del consorzio castanicoltori

castagnoUn insetto minaccia le piante di castagno che spopolano nei nostri boschi. La Società cooperativa agricola Consorzio Castanicoltori sta operando da tempo per combattere i parassiti di questa meravigliosa e utile pianta, che raccoglie in sè storia, alimentazione, natura e paesaggio della provincia di Varese.
L’anno scorso un primo intervento di lotta biologia con la liberazione di coppie del Torymus sinensis era stato effettuato in una delle selve a Castello Cabiaglio. In questi giorni grazie al costante e attento supporto del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia e di ERSAF, le selve tutelate dal Consorzio hanno potuto beneficiare di ulteriori due lanci del prezioso antagonista naturale del Cinipide.

Il dott. Marco Boriani assieme al dott. Vincenzo Zagari e alla dottoressa Marilisa Molinari hanno portato sul territorio le numerose coppie di questo antagonista e, accompagnati dai Tecnici del Consorzio, Luca Colombo e il dott. Massimo Raimondi, le hanno liberate durante la giornata nei diversi luoghi prescelti.

Il primo lancio è stato effettuato a Orino – dicono dal consorzio – , alla presenza di due Soci deltorymus nostro Consorzio, Davide Giovannoni proprietario della selva e Luigi Sperati in veste anche di Assessore Comunale. Per il secondo lancio ci si è spostati a Brinzio, toccando così in due anni, tutti i comuni su cui si trovano i terreni da noi tutelati. In questo caso hanno partecipato anche tecnici del Parco Campo dei Fiori, naturalmente attento alla tutela del proprio territorio”.
Ulteriori due lanci hanno inoltre avuto luogo nella tarda mattinata fuori dai confini sia del nostro Consorzio che del Parco, ma in aree attigue secondo uno schema prestabilito e funzionale alla miglior diffusione possibile dell’antagonista.“Continua dunque in maniera attenta e costante la lotta all’ultima delle minacce che gravano sui nostri castagni – spiegano dal consorzio . Un’azione di contrasto che non si limita ai lanci, ma vede il nostro Consorzio impegnato in momenti di monitoraggio dello stato di fatto sia dell’infestazione sia della lotta biologica in collaborazione sempre con ERSAF e il Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia per un confronto tra diverse zone della regione e la predisposizione delle migliori attività di salvaguardia del nostro patrimonio castanicolo. Non sono mancati e non mancheranno i momenti di divulgazione e di formazione destinati sia alla popolazione che ad appassionati e castanicoltori, per diffondere il più possibile le buone pratiche imparate sul campo. A giugno il probabile nuovo incontro per fare il punto della situazione.
castagnaSi tratta di un percorso non breve, ma destinato ad avere successo. Ringraziamo nuovamente Regione Lombardia che attraverso ERSAF e il Servizio Fitosanitario è presente in maniera attiva sul nostro territorio con una collaborazione preziosa e insostituibile”.
La Società cooperativa agricola Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio, è nata ufficialmente a fine ottobre del 2009.
Si fonda sull’esperienza di cinque anni di intenso lavoro, raccolta di esperienze, sperimentazione, conoscenza del territorio e della sua storia. Anni attraverso i quali si è passati dal ricordo di un’attività un tempo caratteristica per questi luoghi, alla chiara convinzione che con il giusto atteggiamento la castanicoltura può tornare elemento primario e trainante per il territorio.
Attualmente la Cooperativa conta quindici Soci, destinati ad aumentare nel giro di breve tempo data la notevole attenzione che l’attività ha suscitato pur in pochi mesi. Fu una scelta voluta il partire con un numero limitato di Soci per poter avere una struttura snella nella gestione delle prime fasi.
I Soci sono proprietari o conduttori di castagneti posti nei Comuni di pertinenza o nelle immediate vicinanze.
Complessivamente sono sotto la tutela del Consorzio circa tredici ettari di terreno a selva castanile in differenti stadi di recupero, con buone prospettive, anche in questo caso, di ampliamenti in breve tempo.
L’obiettivo principale è chiaramente l’utilizzo della castanicoltura, in ogni sua accezione come strumento per intraprendere un percorso comune di sviluppo del territorio, della sua cultura, della sua natura e della sua economia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2012
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