“Un sogno che diventa realtà”

La gioia infinita delle farfalle dopo la conquista dello scudetto: "Una serata indimenticabile". Marcon: "Il carattere è venuto fuori al momento giusto". Meijners: "Vincere così è ancora più bello"

Alla fine la bottiglia di spumante è spuntata: una sola, ma almeno il tappo, che era mancato nelle finali di Coppa Italia e di Coppa CEV, questa volta è saltato davvero ed Helena Havelkova ha potuto "innaffiare" tutte le compagne di squadra dopo aver sollevato il trofeo più bello, quello che vale lo scudetto. Il PalaYamamay, intanto, esplodeva di cori ("I campioni dell’Italia siamo noi"), striscioni ("Noi abbiamo Abbondanza di tituli"), richieste di foto e autografi.
Le prime parole delle neo-campionesse sono lapidarie: Christina Bauer si lascia andare all’urlo in francese "On a gagné!", Aneta Havlickova ripete per tre volte "Perfetto, perfetto, è stato tutto perfetto". Cisky Marcon quasi non ha più voce: "Durissima, però al momento giusto è venuto fuori il carattere della squadra, siamo state bravissime ad aiutarci nel momento di massima difficoltà. Non era facile". Anche per Floortje Meijners è difficile trovare le parole giuste: "Tutto troppo bello, troppo emozionante. Vincere così è ancora più emozionante, siamo felicissime. Io in particolare sono contenta di aver potuto dare un contributo importante alla squadra, non solo oggi ma anche quando Helena si è infortunata". E se Silvia Lotti scoppia in lacrime, Carli Lloyd è emozionata come una bambina: "Amazing! Quello di vincere lo scudetto in Italia è un sogno che diventa realtà. Ci speravo, ma davvero non pensavo che una squadra così giovane potesse arrivare così presto a esprimere tutto il suo potenziale. Ma soprattutto è stata una partita bellissima, stupenda, vincere così è fantastico. Cosa farò l’anno prossimo? Lo saprete tra un paio di settimane". Per finire spazio al capitano Helena Havelkova: "Uno scudetto davvero sudato, ma così ce lo godiamo ancora di più. Partita stranissima, ma nei playoff può succedere questo e altro: meritavamo tutte e due, purtroppo alla fine una deve vincere. Alla tripletta non ci pensavo proprio, nel campionato ci speravo". Ma com’è entrare sul 13-13 del tie break di una finale scudetto? "Be’, sono contenta di essere stata utile finalmente in ricezione, una cosa che non mi capita mai" ride Helena.

Ovviamente opposti gli umori dei due allenatori. Carlo Parisi è un fiume in piena: "Una serata indimenticabile sotto tutti i punti di vista, neanche noi potevamo immaginarla così. La squadra ha avuto grande carattere, grande voglia, bisogna ringraziarle per il modo in cui hanno affrontato questa stagione. Quando c’era da vincere hanno sempre vinto, di più non si poteva chiedere, anche se qualcuno ci rinfaccerà di aver chiuso solo al quinto!". Poi una sequenza infinita di ringraziamenti: Mariela Codaro, Marco Musso, Ezio Bramard, Omar Beltran, "si sono sobbarcati un lavoro enorme che altre squadre gestiscono con staff molto più numeroso, e poi mi hanno sopportato". Massimo Aldera, "se oggi possiamo festeggiare è grazie alla sua lungimiranza, la mia crescita umana e professionale la devo anche a lui". Enzo Barbaro, "braccio armato di tutte le nostre idee". E tutta la società: "Mi hanno fatto lavorare sempre con tranquillità e con la mente sgombra, di più non potevo desiderare".
Marcello Abbondanza traccia invece un bilancio amarissimo: "Questo è il modo più brutto per perdere, perché abbiamo avuto i palloni per chiudere e ci abbiamo creduto fino all’ultimo momento. Busto ha vinto per suoi meriti ma anche per i nostri errori, sempre troppi nei momenti decisivi, come in tutta la stagione. Da salvare c’è la grande prova d’orgoglio del gruppo: ci danno per morti da metà anno, ma anche stasera usciamo dal campo a testa alta, senza avere nulla da recriminare pur non avendo vinto niente. Il mio futuro? Non lo so".

Le ultime parole sono quelle di Michele Forte, presidente che soffre come un tifoso: "Cos’è successo non lo so. Grazie a tutti, grazie a chi è riuscito a organizzare questa straordinaria finale, grazie alle ragazze, allo staff, agli addetti alla biglietteria che si sono sobbarcati un lavoro incredibile. Grazie alla città di Busto che adesso ha un bel gioiello: dateci una mano a conservarlo". E una mano dovrà darla anche Massimo Aldera, che ha manifestato la sua intenzione di defilarsi dalla gestione della Futura: l’augurio è che il ripensamento arrivi al più presto possibile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2012
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