Via Gaggio: “Delusi dalle risposte”

Il comitato ambientalista che ha chiesto l'audizione al Comune di Milano chiede il ritiro del Masterplan e non si fida delle dichiarazioni di Sea

La commissione ambiente di Palazzo Marino ha incontrato e ascoltato in due sedute il Comitato Viva Via Gaggio (21 Marzo) e SEA (11 Aprile) sul tema del Master Plan dell’aeroporto di Malpensa, Master Plan che prevede la realizzazione della Terza Pista e del Parco Logistico in pieno Parco del Ticino in una zona naturalisticamente importante e unica nel suo genere.
Nel corso della prima audizione il Comitato Viva Via Gaggio ha presentato le problematiche ambientali attuali e le future problematiche qualora fosse realizzato il Master Plan.
Nella seduta di ieri 11 Aprile, la SEA doveva fornire delle risposte sulle tematiche sollevate dal Comitato nella seduta del giorno 21 Marzo.
Purtroppo, dopo una decina di minuti di autocelebrazione da parte di SEA, nei cinque minuti restanti le risposte che sono state fornite sono state elusive e non corrispondenti rispetto a quanto chiesto durante la commissione del giorno 21.
SEA si è tenuta ben lontano da discorsi come i voli notturni, se non nella replica di qualche minuto a fine commissione, ha elogiato le centraline del rumore, ma si è tenuta lontana dall’affrontare i problemi d’inquinamento da gas di scarico degli aerei, dei dati della Asl, del monitoraggio fatto da Casorate Sempione e dal Parco del Ticino che erano stati affrontati durante la commissione del giorno 21.
Zero parole sull’area oggetto del Master Plan, nessun cenno al Parco del Ticino, così come sulle dimensioni e destinazioni del Parco Logistico da realizzarsi in piena Brughiera dove secondo le previsioni di SEA sarà possibile realizzare tutto tranne la residenza.
Ha giustificato la scelta della VIA, scaricando la colpa sul tavolo tecnico del Ministero dell’Ambiente che ha scelto la VIA e non la VAS, salvo poi definire il Master Plan come un piano regolatore che prevede appunto la VAS.
Per quanto ci riguarda, essendo stati noi e non altri, a chiedere l’audizione ieri ci siamo detti insoddisfatti delle risposte di SEA, risposte che non solo non abbiamo ricevuto ma che hanno spostato l’attenzione rispetto a quanto chiesto.
Positivo è il fatto che finalmente anche alcuni consiglieri di maggioranza di Milano hanno preso posizione a favore delle istanze del territorio.
La presenza in commissione di Gianni Confalonieri a rappresentare il Sindaco e la Giunta di Milano, così come la presenza del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo ci hanno fatto enormemente piacere, segno che il risultato di attirare l’attenzione dei milanesi su quanto succede in questa parte della provincia di Varese è stato raggiunto.
L’istituzione di un Tavolo Tecnico con i rappresentanti del territorio, del Parco del Ticino che era una delle due cose chieste alla fine dell’audizione del giorno 21, ci è stata confermata da Confalonieri che ha annunciato inoltre che questo Osservatorio dovrà poi prendere una decisione sul Master Plan.
Noi invece abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che il Master Plan sia ritirato oggi, annullando la procedura di VIA aperta davanti al Ministero dell’Ambiente.
Sulla notizia data da Claudio Del Bianco sul fatto che “stante questi livelli di traffico la terza pista non la costruiremo mai” noi rimaniamo scettici, poiché siamo in una situazione di procedura di VIA aperta e quindi potrebbe arrivare l’ok (che noi scongiuriamo) al Master Plan e di fatto autorizzare il passaggio dei 330 ettari di Brughiera in mano a SEA che potrà realizzare quanto previsto dal Master Plan senza ottenere altre autorizzazioni.
Così facendo si eluderebbe la VAS sul piano d’Area e si eluderebbe la nuova direttive Europea 2011/92 che prevede appunto per le piste aeroportuali di lunghezza superiore ai 2.100 metri la VAS e non più la VIA.
Noi abbiamo ripetuto che Malpensa nel rispetto delle regole può svilupparsi senza espandere il sedime aeroportuale e diventare a tutti gli effetti compatibile con il territorio.
Abbiamo premesso che non siamo quelli che vogliono chiudere Malpensa e soprattutto che non vogliamo chiudere Linate per favorire Malpensa come qualcuno sta pensando di fare.
Come farlo? Semplicemente utilizzando in maniera razione ed efficiente ciò che c’è oggi, andando a realizzare le opere previste dal contratto di programma che vanno nella direzione di favorire e migliorare tutta una serie di servizi ai passeggeri.
SEA ieri nella sua autocelebrazione ha raccontato a tutti di essere brava, noi la sfidiamo su questo punto. Se sono così bravi, perché continuano a parlare del Master Plan come unico metodo per potenziare Malpensa? Il Master Plan aeroportuale non ha nulla se non la terza pista, tutto il resto è solo una speculazione edilizia mostruosa che comporterà la perdita di un territorio unico e raro da un punto di vista ambientale che oggi è nella piena disponibilità e fruibilità di tutti, mentre un domani sarà una nuova città grande quanto la cerchi dei Navigli di Milano in pieno Parco del Ticino e in una zona già oggi fortemente antropizzata. Città che non servirà assolutamente a potenziare la mission aeroportuale di Malpensa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2012
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