“Volevo fare il calciatore, ora sogno di costruire una famiglia”

Quinta intervista “personale” per i candidati sindaco della città. Tocca a Franco Accordino di Movimento Prealpino, il secondo più giovane degli aspiranti primi cittadini

È il secondo candidato sindaco più giovane, ha 38 anni e negli ultimi anni ha ricoperto anche la carica di assessore ai servizi sociali prima e al commercio poi. Si tratta di Franco Accordino, tradatese da sempre, genitori siciliani che si sono trasferiti nel ’55 per lavoro, sostenuto dal neonato Movimento Prealpino, dopo una burrasca politica in città che lo ha visto “licenziato” dal sindaco Candiani per divergenze politiche.

Accordino racconta anche il suo passato: «Mio padre lavorava alla Mazzucchelli, mia madre faceva la bidella, considero Tradate la mia città». Oggi ha un impresa individuale fondata nel ’94, prima con un socio poi sa solo dall’anno scorso: «Mi occupo di catalogazione, archiviazione, informatizzazione e consulenza informatica di riorganizzazioni dati per enti pubblici e privati».

 

Si è impegnato in politica da giovanissimo?

«Ho sempre pensato che fosse una cosa molto nobile e indispensabile per una democrazia. Una nazione evoluta e civile ha bisogno di qualcuno che si occupi della polis. Sono sempre rimasto affascinato dai grandi pensatori della politica».

 

Ad esempio?

«Per fare un esempio lontano nel tempo, Aldo Moro e le sue riflessioni. Oppure tornando agli anni ’80 c’erano una serie di personaggi politici che avevano un’ottima base culturale, da Almirante a Berlinguer, passando per tutti coloro che erano al Governo».

 

Come ha cominciato?

«Ho iniziato aiutando Luca Ferrazzi alle elezioni regionali del 1995. Allora lui aveva 27 anni , io 21. C’era amicizia e ammirazione reciproca. Poi sono stato per parecchi anni molto impegnato col mio lavoro e non ho potuto dedicarmi alla politica fino al 2002 quando mi è stato chiesto di impegnarmi politicamente in città».

 

Da allora ha vissuto diverse esperienze: prima Alleanza Nazionale, poi il Popolo delle Libertà, Futuro e Libertà e ora il Movimento Prealpino…

«Dire così è riduttivo. Ho cominciato facendo politica seguendo Gianfranco Fini e al sua evoluzione. Oggi sono oltre: Movimento Prealpino è oltre questi partiti. Credo che il governo attuale sia la dimostrazione che le vecchie divisioni partitiche siano completamente superate. Noi oggi siamo un movimento territoriale che vuole occuparsi di questa zona».  

 

Parlando di territorio, cosa ha perso Tradate negli anni?

«Ha perso la moltitudine di gente che c’era in giro, soprattutto al sabato. La piazza del Comune era un punto di ritrovo importante, soprattutto per i giovani. Si è persa la voglia di vivere e partecipare la città. È compito degli amministratori futuri riportare questa voglia».

 

Come?

«Riportando la gente ad avere voglia di vivere la propria città. Con l’iniziativa delle notti bianche del venerdì sera, che avevo organizzato insieme a commercianti e associazioni, si era notato che la popolazione risponde in maniera importante. C’erano migliaia di persone in giro e che si divertivano. Bisogna riportare il cittadino a vivere la città come impegno culturale e sociale».

 

Accordino bambino cosa voleva fare da grande?

«Il bambino voleva fare il calciatore, ma la realtà è stata abbastanza chiara. Oggi non ho sogni, ho progetti e idee. Continuerò a fare quello che sto facendo: impegnarmi per la mia città e costruire una famiglia».

 

Un sogno a livello personale?
«Il progetto più grande è quello di avere dei figli e spero che il buon Dio me li farà avere».

 

Qual è la sua passione oggi?

«Passioni ne ho diverse. La politica sicuramente, poi l’economia, la società e le sue evoluzioni. E anche lo sport, grande passione da sempre. Mi piace molto leggere su questi temi. Il mio interesse principale a cui dedico più tempo è l’amicizia. Lo considero un valore fondamentale per una società, insieme al concetto di famiglia».

 

Libro sul comodino?

«In questi giorni sto leggendo un libro sulla strage di piazza Fontana. Mi affascina parecchio tutto quello che non è chiaro su questa vicenda e che ha segnato la storia di questo paese».

 

Un sogno per Tradate?
«Che in una ipotetica classifica sulla qualità della vita, Tradate risulti al primo posto».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2012
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