Yamamay, l’anno della tripletta

Stagione da sogno per Busto Arsizio: Coppa Italia, Coppa CEV e lo storico scudetto davanti, con cinque assi nella manica e un gruppo spettacolare. Ma ora c’è l’incubo del ridimensionamento

Anche soltanto un anno fa, sognare un epilogo così sarebbe stato impensabile. Coppa Italia, Coppa CEV, scudetto: in ordine cronologico, ecco le tappe della stagione perfetta della Yamamay, al di là di ogni possibile previsione. Non ci sono 10 nelle pagelle di fine anno, perché il voto più alto spetta alla squadra, che è molto di più della somma delle singole campionesse, e alla società che l’ha saputa costruire, con lungimiranza, intuito e fortuna (chi aveva mai sentito parlare di Carli Lloyd prima dello scorso giugno?). Tutto è andato nel modo giusto: i risultati, la cornice, la reazione nei momenti di difficoltà, un pubblico che per Busto Arsizio – e ultimamente anche per il resto d’Italia – ha davvero dell’incredibile. Nulla potrà cancellare la festa, neppure un futuro che si prospetta oscuro: a fine mese sapremo se il main sponsor, come pare, confermerà la volontà di ridimensionare lo sforzo o addirittura di defilarsi proprio nel momento più bello. Sarebbe un delitto, ma comunque vada la Futura ci sarà: il destino è nel nome.

Carli Lloyd 9 – Il jolly che ha sparigliato le carte, la più bella novità – per non dire l’unica di rilievo – del nostro campionato. La Yamamay aveva bisogno di una palleggiatrice di talento e personalità, ne ha trovata una che a queste caratteristiche unisce il debordante atletismo, una velocità di palla eclatante e le straordinarie capacità a muro. Per non parlare dell’età che le lascia ancora ampi margini di miglioramento. Cosa desiderare di più? Ah, sì: che rimanga a Busto…
Set giocati 101, punti 122, attacchi vincenti 55 (38,7%), muri 59, ace 8. Coppa CEV (ultimi 3 turni): set giocati 25, punti 33, attacchi vincenti 14 (46,7%), muri 16, ace 3.
Il futuro: Lei stessa ha detto che se ne saprà di più tra un paio di settimane: evidentemente è disposta ad attendere le possibili svolte societarie.

Aneta Havlickova 9 – Nella scorsa stagione si era intravisto ciò che avrebbe potuto dare alla squadra, quest’anno è stata semplicemente devastante: percentuali d’attacco eccezionali, incubo di tutti gli allenatori tranne il suo, ha abbattuto il suo “martello” sulle avversarie con frequenza impressionante. E quando è toccato a lei caricarsi la squadra sulle spalle lo ha sempre fatto, benché sul piano fisico soffrisse più delle altre i ritmi forsennati della stagione.
Set giocati 110, punti 527, attacchi vincenti 472 (40,7%), muri 36, ace 19. Coppa CEV: set giocati 25, punti 121, attacchi vincenti 100 (36,4%), muri 8, ace 13.
Il futuro: Tra le “stelle” è quella che avrebbe più possibilità di rimanere, naturalmente sempre a fronte di un investimento adeguato.

Chiara Dall’Ora 8 – A inizio stagione sembrava l’anello debole della catena: la miglior risposta l’ha data sul campo, risultando decisiva a muro sia nella finale di ritorno con il Galatasaray, sia nella supersfida che ha assegnato lo scudetto. Servita poco o nulla in attacco, ha dovuto lasciare il posto con frequenza a Pisani anche quando non aveva particolari colpe: con un trattamento del genere un’altra sarebbe entrata in crisi, lei non ha fatto una piega e alla fine si cuce lo scudetto sul petto con grande merito.
Set giocati 85, punti 132, attacchi vincenti 69 (32,2%), muri 58, ace 5. Coppa CEV: set giocati 23, punti 43, attacchi vincenti 28 (54,9%), muri 10, ace 5.
Il futuro: Nelle attuali incertezze non avrebbe senso smuovere uno dei pochi punti fermi.

Giulia Leonardi 9 – Semplicemente fantastica. Le sue qualità tecniche le aveva già mostrate altrove, quelle umane sono apparse evidenti fin dal giorno del raduno, ma con la maglia gialla del libero la “farfalla tigre” ha davvero superato se stessa, estasiando il pubblico bustocco con recuperi difensivi al limite dell’umano e una grinta indomabile. In ricezione è stata spesso presa di mira, qualche volta ha sofferto ma più spesso ha retto su livelli eccellenti.
Set giocati 111, ricezioni perfette 427 (49,5%). Coppa CEV: set giocati 25, ricezioni perfette 65 (46,8%).
Il futuro: Anche lei dovrebbe restare un baluardo di Busto, sviluppi economici permettendo.

Francesca Marcon 9 – Per valutare il peso delle sue prestazioni basta il fiato sospeso di migliaia di tifosi biancorossi dopo il lieve infortunio in gara 4 della finale: è lei l’unica vera giocatrice insostituibile di questa squadra. Difensivamente spettacolare, in ricezione non tentenna nemmeno quando la bersagliano e dà sicurezza a tutte le compagne. Meno efficace in attacco nel finale di stagione. Incredibile non sia in nazionale, ma Barbolini è stato chiaro: non sempre giocano le migliori.
Set giocati 110, punti 240, attacchi vincenti 210 (36,1%), ricezioni perfette 346 (53,5%), muri 22, ace 8. Coppa CEV: set giocati 21, punti 40, attacchi vincenti 30 (33,0%), ricezioni perfette 67 (51,9%), muri 7, ace 3.
Il futuro: Ha dato la sua disponibilità a rimanere, ora la parola passa alla società.

Christina Bauer 9 – È cresciuta ancora, per fortuna non in centimetri: dopo lo strepitoso finale della scorsa stagione la francese ha continuato a ripetersi su livelli sempre più alti, trovando nel muro un altro punto di forza che le era mancato all’esordio italiano. In attacco è semplicemente un’arma letale, colpisce la palla ad altezze inarrivabili e difendere su di lei è praticamente impossibile. Da tempo non si vedeva una centrale in grado di fare una tale differenza.
Set giocati 109, punti 395, attacchi vincenti 310 (56,9%), muri 76, ace 10. Coppa CEV: set giocati 25, punti 77, attacchi vincenti 57 (50,0%), muri 20, ace 0.
Il futuro: Svincolata e libera di accasarsi altrove, se non arriverà uno sforzo consistente della Futura.

Floortje Meijners 8 –
La rivincita dell’olandesina (?). La prima stagione italiana ne aveva ridimensionato le potenzialità, il finale di quella appena terminata le ha esaltate: chiamata in causa nel momento più difficile, Floortje è stata eccellente nel sostituire nientemeno che il capitano, e anche quando è stata costretta a entrare dalla panchina (suo storico limite) si è dimostrata all’altezza. La ricezione continua a essere un problema, ma ce ne fossero di schiacciatrici così…
Set giocati 41, punti 132, attacchi vincenti 117 (40,3%), ricezioni perfette 9 (22,5%), muri 9, ace 6. Coppa CEV: set giocati 22, punti 47, attacchi vincenti 38 (40,4%), ricezioni perfette 10 (37,0%), muri 8, ace 1.
Il futuro: Sarebbe un peccato vederla partire proprio ora che il suo talento è sbocciato.

Silvia Lotti 7 –
Sarebbe quasi ingiudicabile, perché ha visto il campo molto raramente e quasi sempre dalla linea dei nove metri. Ma anche lei ha contribuito a creare quel gruppo affiatato e coeso che è stata la vera arma vincente di una squadra invincibile.
Set giocati 54, punti 11, attacchi vincenti 8 (27,6%), ricezioni perfette 6 (40,0%), muri 0, ace 3. Coppa CEV: set giocati 15, punti 4, ace 4.
Il futuro: Altrove forse troverebbe più spazio ma, anche qui, dipende molto dalle ambizioni societarie.

Valeria Caracuta 7,5 – Le prime quattro partite di campionato, quelle in cui ha giocato da titolare, hanno fatto la differenza e le hanno dato la sicurezza per giocare senza tremori su palcoscenici anche molto diversi da quelli a cui era abituata. Difficile anche sostituire Lloyd, ma si è sempre fatta trovare pronta, dimostrando maturità e intelligenza.
Set giocati 47, punti 11, attacchi vincenti 4 (44,4%), muri 4, ace 3. Coppa CEV: set giocati 6, punti 0.
Il futuro: Indipendentemente da chi arriverà, dovrebbe essere un punto fermo.

Helena Havelkova 9 – Per tre quarti di stagione è stata semplicemente divina: immensa varietà di colpi in attacco, forza fisica e temperamento senza confronti, in pratica la campionessa che tutti aspettavano, a suo agio come non mai nel ruolo di capitano. L’infortunio ha incrinato le sue certezze e quelle dei tifosi biancorossi: schierarla in finale è stato un azzardo, ma ha avuto ragione Parisi. I trionfi di quest’anno, in ogni caso, sono in gran parte farina del suo sacco.
Set giocati 82, punti 363, attacchi vincenti 301 (40,0%), ricezioni perfette 143 (42,6%), muri 36, ace 26. Coppa CEV: set giocati 20, punti 65, attacchi vincenti 52 (37,4%), ricezioni perfette 40 (32,8%), muri 5, ace 8.
Il futuro: L’addio è quasi inevitabile: anche questa volta, in un certo senso, andrà dove la porta il cuore.

Giulia Pisani 8 – Rivelazione solo per chi non l’aveva vista in nazionale Juniores: per gli altri le qualità pallavolistiche erano fuori discussione, è stato l’impatto caratteriale a risultare devastante. Grinta e coraggio sopra le righe le hanno fatto guadagnare immediatamente l’affetto del pubblico: proprio grazie a queste qualità si è distinta soprattutto nell’entrare dalla panchina, anche in momenti delicati. Con un approccio così può solo crescere.
Set giocati 50, punti 71, attacchi vincenti 41 (50,0%), muri 27, ace 3. Coppa CEV: set giocati 4, punti 2, attacchi vincenti 2 (28,6%), muri 0, ace 0.
Il futuro: Un talento di cui non disfarsi per nessun motivo.

Veronica Bisconti 7,5 – Prima di questa stagione aveva giocato al massimo in serie B2: si poteva prevedere che si sarebbe resa utile negli allenamenti, invece l’abbiamo vista in campo nei punti decisivi della finale scudetto. Basterebbe questo per restare a bocca aperta, poi c’è anche di più: Parisi non l’ha utilizzata solo in situazioni di emergenza, ma anche come risorsa importante in battuta e in seconda linea. Una piacevolissima sorpresa.
Set giocati 63, punti 5, ricezioni perfette 48 (44,0%), muri 2, ace 1. Coppa CEV: set giocati 18, punti 0, ricezioni perfette 5 (25,0%).
Il futuro: Ovviamente è una risorsa su cui la società dovrà puntare.

Carlo Parisi 9 – Otto anni alla guida della Yamamay, otto anni di lavoro continuo e a tratti quasi maniacale, otto anni di sacrifici che finalmente vengono premiati. Il coach catanzarese avrà pure i suoi difetti, ma la pazienza di certo non gli manca: alla fine è riuscito a plasmare un gruppo perfetto dal punto di vista umano e professionale, prima ancora che sul piano tecnico, e a valorizzarne nel modo migliore tutte le componenti. La vittoria appartiene a lui e anche al suo staff, a cui è andato il suo primo pensiero dopo la premiazione.
Il futuro: Tutti i discorsi fatti in precedenza valgono a maggior ragione per l’allenatore: fermare qui un progetto vincente sarebbe una scelta sportivamente inconcepibile e anche economicamente miope.

Nota: le statistiche riportate non comprendono la Coppa Italia e i primi 3 turni della Coppa CEV.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2012
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