A Varese si continuano a vendere auto di lusso

I dati dell'Aci confermano che quello degli Sport Utility Vehicle (Suv) è un mercato che perde molto meno degli altri. Il cliente tipo: uomini e donne tra i 30 e 60 anni. Sicurezza e visibilità le caratteristiche più apprezzate

Amati, odiati, osannati, criticati, status symbol e oggetti del desiderio, ma anche discussi automezzi figli del consumismo. Stiamo parlando degli Sport Utility Vehicle, più conosciuti come Suv, quelle autovetture che, in soli 12 anni, hanno cambiato radicalmente la propria essenza e la presenza sul mercato automobilistico italiano. Ma non solo: oltre a essere entrati, nel bene e nel male, di petto nel mercato dell’auto, le case automobilistiche hanno lanciato una vera e propria rincorsa al “modello Suv” tanto che ormai non c’è azienda, dall’Italia al Giappone, che non abbia nel proprio portafogli un modello considerato Suv.
In questo scenario, vanno contestualizzati i dati dell’Aci riferiti a Varese e provincia che, onor del vero, dimostrano che, nonostante la crisi e il calo delle immatricolazioni in generale (-20% da gennaio a maggio 2012 rispetto al 2011), il mercato dei Suv perde molto meno (-10% considerati tutti i modelli), ma tiene se si considerano i modelli “premium” ossia delle case automobilistiche più prestigiose e di alta fascia (Lexus, Bmw, Mercedes, Volvo, Audi) che, nel periodo gennaio/maggio 2012, hanno fatto registrare lo stesso numero di immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
«È necessario fare una premessa -spiega Anna Letizia Della Torre, titolare di Audi Zentrum Varese-: ormai vengono considerati Suv e conteggiati nel numero delle immatricolazioni anche autovetture che, fino a qualche anno fa, non avevano le caratteristiche dei primi Suv. Ormai basta che una casa automobilistica produca una vettura di medie dimensioni, con un’altezza da terra più elevata rispetto al normale, con dettagli da fuoristrada perché sia considerata un Suv. Faccio due esempi abbastanza esemplificativi: la Fiat 16 e la Mini Countryman sono considerate dei Suv».
Dal non troppo lontano Duemila, anno in cui in Italia ha fatto la sua apparizione il primo Suv, la Mercedes ML 320-W163, ad oggi, la percezione nei confronti di queste autovetture è dunque molto cambiata.
I dati. Come detto, il mercato dei Suv classe “premium”, ossia quelli delle case produttrici che hanno lanciato i primi Suv apparsi sul mercato, a Varese e provincia tiene nonostante la crisi, il costo del carburante e delle assicurazioni e la pressione fiscale in costante aumento. Stando ai dati dell’Aci riferiti a Varese e provincia, l’incremento più deciso l’ha avuto Audi che è passata dai 39 mezzi immatricolati nel periodo gennaio/maggio 2011 contro i 95 dello stesso periodo di quest’anno con un aumento del 143%. Anche Mercedes ha avuto una buona crescita passando dai 33 mezzi immatricolati nel 2011 ai 52 del 2012 con una crescita del 58%. In leggero calo i Suv Volvo, passati dai 40 mezzi immatricolati nel 2011 ai 36 del 2012 con un decremento del 10%. Tra i marchi prestigiosi, chi ha lasciato per strada una buona fetta di mercato è Bmw che, tra 2011 e 2012, ha perso il 46% passando da 173 immatricolazioni a 94. «Per quanto ci riguarda sono numeri che ci confortano -commenta la titolare di Audi Zentrum Varese-, perché siamo in un periodo non certo facile, ma che, grazie anche ai nuovi prodotti come la Q3, riusciamo a mantenere un trend di crescita». Ma qual è il profilo degli acquirenti di Suv? «Si tratta di autoveicoli che piacciono a sia agli uomini sia alle donne, di età compresa tra i 30 e i 60 anni. Sono persone che in questo genere di macchine trovano sicurezza nella guida, una visibilità e una padronanza maggiore della strada e un controllo del veicolo più dinamico».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2012
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