“Acqua: bocciato il bacino del Lura, perché?”

Il comitato cittadino per l’Acqua bene comune chiede spiegazioni al Comune dopo la comunicazione da parte della Regione che non approva il subambito proposto dai comuni della zona

Abbiamo appreso durante la Commissione Acqua della Provincia di Varese del 4 luglio scorso (dichiarazioni dell’Ass. all’Ambiente Marsico) che la proposta di creazione dell’ATO del Bacino del Lura, proposta dal Comune di Saronno con gli altri Comuni soci di Lura Ambiente S.p.A., non è stata approvata dalla Regione.

L’Amministrazione di Saronno, durante l’Assemblea Pubblica indetta dalla stessa Amministrazione il giorno dopo, 5 luglio, sulla “qualità dell’acqua”, non ne ha fatto cenno, nemmeno durante l’intervento dell’Ass. Barin che riprendeva il percorso intrapreso con gli altri Comuni per la sua realizzazione.

Solo al termine dell’Assemblea, su sollecitazione di un partecipante del Comitato Provinciale per l’Acqua Bene Comune, sia l’Ass. Barin che il Sindaco, pure presente, ha dovuto ammettere che in effetti era vero e che la lettera era giunta in Comune solo il giorno prima, ma priva delle “motivazioni” del rifiuto regionale, per cui attendevano a diffondere la notizia per completezza.

Il Sindaco inoltre ha aggiunto che attendeva anche l’esito del ricorso al TAR presentato da Lura Ambiente S.p.A. avverso la delibera provinciale dello scorso dicembre che individua un unico gestore per il Servizio Idrico Integrato su tutto il territorio.

A questo punto, ma lo chiedevamo già con il Consiglio Comunale aperto del 12 marzo scorso e l’abbiamo chiesto in tutto questo anno trascorso dal referendum, cosa vuole veramente fare l’Amministrazione di Saronno? Attendere che altri continuino a imporre come gestire il bene comune acqua o portare davvero avanti la ripubblicizzazione di questo fondamentale servizio secondo l’esito referendario?

Il tempo stringe e i “pescecani” (che come è noto l’acqua la sanno gestire davvero bene…) sono in arrivo!

La grande “Multiutility del Nord” in corso di costituzione assorbirà facilmente le varie S.p.A. (di diritto privato, anche se a capitale pubblico), con il consenso della Regione, e la Provincia governata dal leghista Galli sta andando esattamente in questa direzione, favorendo questo processo.

Non possiamo ingenuamente (?) ancora aspettare! Va messo subito in atto con decisione e determinatezza politica un percorso che porti finalmente ad avere un soggetto di diritto pubblico partecipato dai cittadini, che possa ostacolare l’inesorabile privatizzazione “strisciante” messa in atto da Provincia e Regione!

Non sarà certo facile, ma solo così l’Amministrazione Comunale potrà essere veramente coerente con quanto votato all’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Varese lo scorso 7 dicembre, insieme al Comune di Caronno Pertusella, ovvero opponendosi alla gestione mediante S.p.A. “in house” (c.d. “pubblica”) a favore dell’Azienda Speciale, ma soprattutto con la maggioranza dei cittadini che hanno votato il referendum.

Dopo, purtroppo, sarà troppo tardi. Oppure l’Amministrazione dichiari chiaramente quali sono le sue intenzioni, con trasparenza ma soprattutto con volontà politica chiara, per il bene comune di tutte/i.

Perché si scrive Acqua, ma si legge Democrazia.      

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 luglio 2012
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