Agenda digitale, ci sono anche i business angel

Vengono introdotte alcune importanti definizioni e figure, come gli “abilitatori startup”, ovvero soggetti residenti o soggetti a tassazione in Italia che promuovono o supportano startup innovative

Oggi è una giornata importante per l’innovazione e le startup. Un comitato ristretto della
commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera ha approvato il progetto di legge unificato
che servirà da base per la presentazione degli emendamenti, in vista dell’approvazione definitiva da
parte del Parlamento. Il testo contiene le disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali
e le disposizioni per l’Agenda Digitale.

Cos’è Agenda Digitale ADI, l’agenda digitale italiana, è una cabina di regia istituita il primo
marzo 2012 grazie a un decreto del ministro dello sviluppo economico che ha lavorato di concerto
con altri ministri competenti. Si occupa di infrastrutture e sicurezza, smart cities, e-government,
competenze digitali, e-commerce e ricerca e innovazione, e ha il compito di definire la strategia
italiana per attuare gli obiettivi definiti dalla Commissione europea nell’ambito della strategia
EU2020. Lo scopo è quello ottenere vantaggi sociali ed economici sostenibili grazie a un mercato
digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili.

Cosa contiene il testo – Il testo unico interviene su 5 macrocapitoli: incentivi digitali, infrastrutture
e “cultura digitale”, comunicazioni elettroniche, contributi alle famiglie per Internet e sostegno
alle startup. Vengono introdotte, ai fini di legge, alcune importanti definizioni e figure, come
gli “abilitatori startup”, ovvero soggetti residenti o soggetti a tassazione in Italia che promuovono o
supportano startup innovative, o i “business angel”, persone fisiche o giuridiche che investono parte
del proprio capitale in startup innovative durante la fase di early stage capital.

Cultura digitale – L’articolo 2 comma 1 del testo recita che: “ Lo Stato promuove lo sviluppo
dell’economia e della cultura digitali, definisce politiche di incentivo alla domanda di servizi
digitali e favorisce l’alfabetizzazione informatica, nonché la ricerca e l’innovazione tecnologiche,
quali fattori essenziali di progresso e opportunità di arricchimento economico, culturale e civile”.
I comuni, inoltre, devono istituire il catasto delle infrastrutture civili in fibra ottica esistenti.
Il testo prevede anche contributi, nel 2013, in favore delle famiglie il cui reddito complessivo
risulta inferiore a 20.000 euro, e delle quali faccia parte un minorenne che abbia compiuto il
quattordicesimo anno di età: 100 euro per l’acquisto di un computer fisso, un portatile o un tablet, a
condizione che si rottami il vecchio apparato in dotazione e 50 euro per l’acquisto di una chiavetta
per la connessione alla rete internet.

Startup – Per promuovere il finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali con elevato
contenuto di innovazione è stato istituito il Fondo per l’Italia, destinato all’assunzione di quote di
fondi di investimento mobiliare di tipo chiuso e investment company. Il Fondo per l’Italia dispone
ha una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2013, 40 milioni di euro per l’anno 2014 e 50
milioni di euro per l’anno 2015
. La partecipazione al Fondo per l’Italia è aperta a soggetti privati o
pubblici che intendono investire secondo le modalità stabilite dal regolamento del Fondo. L’attività
del Fondo per l’Italia è pubblicata nel sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Tramite l’ICE, l’agenzia per la promozione all’estero e all’internazionalizzazione delle imprese
italiane, verrà offerto supporto al processo di internazionalizzazione delle startup innovative.
Verranno inoltre istituite nel territorio nazionale aree che garantiscono condizioni agevolate per le
startup innovative. Presso il ministero dello sviluppo economico verrà istituito un fondo rotativo per
il finanziamento dei costi di costituzione e avviamento di incubatori.

Semplificazioni – La costituzione di una startup innovativa avviene attraverso lo sportello unico
per le attività produttive, nei comuni ove esso è istituito, o attraverso la comunicazione elettronica
alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di seguito denominata “camera di
commercio”. In via sperimentale, per gli anni 2013, 2014 e 2015, le nuove startup innovative con un
fatturato annuo inferiore al milione di euro saranno esentate dal versamento degli oneri contributivi
e previdenziali per il primo anno di attività. Gli enti pubblici, infine, potranno mettere gratuitamente
a disposizione delle nuove startup immobili fino a un periodo di dieci anni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 luglio 2012
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