All’anagrafe gli negano la carta d’identità e salta la vacanza

Un 14enne doveva partire con il resto della famiglia per la Tunisia ma una funzionaria gli ha negato il documento sostenendo che andava bene il certificato di nascita. Vacanza rovinata anche per il resto della famiglia

Una carta d’identità negata e il figlio di 14 anni viene respinto all’aeroporto di Malpensa dalla Polizia di Frontiera. Quella in Tunisia non è stata affatto una vacanza rilassante per una famiglia di Fagnano Olona che lo scorso 18 giugno era a Malpensa per partire con un viaggio organizzato. Mamma, papà, figlia e figlio si sono presentati puntualmente all’aeroporto varesino con negli occhi le spiagge immacolate del paese nord-africano ma ecco che si presenta il problema al momento del check-in: il figlio 14enne non può salire sull’aereo perchè non ha la carta d’identità ma solo il certificato di nascita, anche se ancora valido. Papà Roberto non crede alle sue orecchie: «Mi ero informato tramite l’agenzia di viaggi che mi aveva specificato della necessità della carta d’identità anche per mio figlio ma la funzionaria dell’ufficio anagrafe del mio comune di residenza non ha voluto farla sostenendo che il certificato di nascita sarebbe bastato».

Più volte nei giorni precedenti alla partenza Roberto aveva provato a convincere la funzionaria che quel certificato, seppure non ancora scaduto, non sarebbe stato considerato valido per l’espatrio in Tunisia ma all’ufficio anagrafe non hanno voluto sentire ragioni e così la famiglia si è trovata davanti ad un bivio: «Non sapevamo più cosa fare – racconta Roberto – fortunatamente mio figlio è abbastanza grande e ha capito che non era il caso di far perdere a tutti noi una settimana di vacanza e così lo abbiamo affidato ad un nostro parente che è venuto a prenderlo in aeroporto con la promessa che avremmo fatto di tutto per allungare la vacanza e farlo partire nei giorni successivi». Così tutta la famiglia è partita e il 14enne è rimasto a casa. Il giorno dopo la partenza della famiglia, il giovane ha ottenuto la sua carta d’identità da parte della funzionaria che, fino al giorno prima, gliel’aveva negata. Inutile dire che ogni tentativo di far partire il figlio nei giorni successivi è andato a vuoto a causa di tutta una serie di inconvenienti a partire dalla mancanza di collegamenti aerei continui che non permettevano alla famiglia di ricongiungersi.

Così la settimana di vacanza si è trasformata in un calvario per il papà, costantemente in contatto telefonico con figlio, parenti e agenzia di viaggio e per la mamma che ha sofferto la scelta di partire con la preoccupazione di suo figlio rimasto a Fagnano. Ora Roberto vorrebbe capire come potrà essere risarcito e si è rivolto all’Adiconsum, tramite il legale dell’associazione: «Effettivamente sono rimasti sbalorditi anche loro – racconta – perchè non era mai capitato un caso del genere». Roberto allarga le braccia ma annuncia battaglia: «Qualcuno mi aveva suggerito di distruggere il documento e denunciarne la scomparsa – racconta – ma è possibile che in Italia bisogna sempre cercare di aggirare la legge per far valere un proprio diritto?». Ancora oggi la funzionaria dell’anagrafe insiste a dire che quel certificato era valido per l’espatrio in Tunisia ma Roberto ha un dubbio: «Perchè quando ci siamo presentati la prima volta per rifare i documenti l’impiegata ha rifatto quello della figlia più piccola e quello di mia moglie mentre quello di mio figlio no?».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2012
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