Attentati a Damasco, uccisi ministro e vice

Una serie di attentati sta sconvolgendo la capitale siriana. Il regime del presidente Assad è sempre più isolato a livello internazionale mentre i ribelli sono arrivati nel cuore della capitale

La crisi siriana si aggrava e la capitale, Damasco, è stata al centro di una serie di attentati kamikaze che hanno provocato decine di morti e feriti questa mattina, mercoledì. Dopo un lungo stallo, sia a livello internazionale che interno, il conflitto tra l’esercito leale al presidente Bashar Al Assad e i ribelli si è inasprito. Il ministro siriano della Difesa, Dawoud Rajiha, e il suo vice Assef Shawkat (cognato di Assad) sono morti nell’attentato contro il quartier generale della sicurezza a Damasco dove era in corso un vertice tra il governo Assad e i capi dell’intelligence. Secondo la tv di Hezbollah, Al Manar, sarebbe morto anche il ministro dell’Interno, Mohamed Ibrahim Al Shaar. Gli attentati sono stati rivendicati dal libero esercito siriano che da diversi mesi si sta gronteggiando con i militari fedeli al regime. Nonostante gli appelli alla nazione da parte del presidente siriano, sempre più isolato a livello internazionale, sembra che il regime stia perdendo il controllo della situazione e anche alcuni uomini vicini ad Assad si stanno ammutinando per passare tra le file dei ribelli.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 luglio 2012
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