BTS e Alpini insieme per i terremotati di Reggio e Mantova

I volontari della Banca della Solidarietà valcuviana hanno effettuato due viaggi nelle zone colpite dal sisma e rivenduto 50 quintali di grana grazie alla rete dei gruppi di "Penne nere"

Il nome, nel 2012, rischia di apparire un po’ retrò ma la sostanza è – purtroppo o per fortuna – sempre molto attuale. La Banca Telematica della Solidarietà (BTS) si chiama così perchè quando venne fondato vent’anni fa prevedeva l’utilizzo del telefono (fisso, ovviamente) come mezzo fondamentale per mettere in contatto i volontari con le aziende che avessero avuto eccedenze alimentari da distribuire in tempi rapidi ai bisognosi. Oggi, nell’era dei cellulari e della connessione che permette di andare oltre le semplici email, quel termine "telematico" è rimasto al suo posto ed è un po’ un segno distintivo dell’associazione onlus che ha sede principale a Milano ma che opera anche nei paesi della Valcuvia grazie al suo magazzino di Cuveglio (foto), gestito anche grazie al supporto della Provincia e del suo assessorato ai servizi sociali.
Lavoro silenzioso ma concreto (ogni anno la BTS muove un valore tra 1 e 1,3 milioni di euro in alimenti) quello dei pochi volontari i quali però vengono spesso aiutati da singoli cittadini che si mettono a disposizione in caso di bisogni specifici come il carico o lo scarico dei camion che trasportano le derrate da distribuire. Attività che spesso vanno di pari passo con quelle dei Gruppi Alpini, perché il presidente Adriano Frignati è anche a capo di quello di Gemonio e ben conosce lo spirito solidaristico delle "penne nere".
Ecco quindi che in questo periodo anche la BTS è sceso in campo per dare una mano alle zone terremotate: l’associazione possiede infatti un grosso furgone frigorifero destinato al trasporto di alimentari anche freschi e con quello ha organizzato due spedizioni in Emilia e bassa Lombardia per acquistare quello che è stato ribattezzato il "Grana (o Parmigiano) della solidarietà".
Nei due viaggi effettuati, la BTS ha così potuto comprare circa 50 quintali di formaggio che, una volta rivenduto, ha fruttato circa 60mila euro finiti a due caseifici di Rio Saliceto (Reggio Emilia) e Marmirolo (Mantova).
Il canale per la distribuzione è stato proprio quello dei Gruppi Alpini: «Abbiamo ricevuto richieste sia dalla nostra zona sia dal resto del Varesotto, come dimostrano le scatole di grana dirette per esempio ai gruppi di Busto Arsizo (foto) o Venegono» spiegano i responsabili della BTS. «Ordinativi che hanno ulteriormente aiutato a riempire il nostro furgone e quindi a muovere l’economia dei paesi terremotati. Zone che hanno davvero bisogno dell’attenzione e del sostegno di tutti, per quanto è nella possibilità di ciascuno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2012
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