Candiani e Crosta: “Seprio rispetta quanto chiesto dal Ministero”

Le risposte dell’ex sindaco e dell’ex presidente della società di servizi sulla situazione della Seprio dopo la richiesta al Comune di pagare 13 milioni di euro

La situazione della Seprio Servizi, che ha chiesto al Comune di pagare i 13 milioni di euro di fatture arretrate, continua a essere al centro delle vicende cittadine. Soprattutto perché questa condizione influenzerà sicuramente l’economia cittadina dei prossimi anni.

Negli ultimi giorni, dopo l’ufficiale giudiziario arrivato in Municipio e mandato da Seprio Servizi dopo il documento sull’ispezione del Ministero delle finanze, avevano risposto prima il sindaco Laura Cavalotti e poi tutta la Giunta, insediatisi nello scorso mese di maggio. Ieri la lettera aperta di Antonio Furci dell’Italia dei Valori, che avanzava tre domande sia all’ex sindaco Stefano Candiani, sia all’ex presidente della Seprio Servizi, Gianfranco Crosta (rimasto in carica fino allo scorso aprile quando accettò di diventare il candidato sindaco della Lega Nord).

Di seguito pubblichiamo integralmente le loro risposte.

 

La risposta di Gianfranco Crosta:

Preliminarmente bisogna sapere che il sottoscritto ha rassegnato le proprie dimissioni da Presidente di SPS il 29 Marzo u.s. (evidenti motivi di candidatura) e da allora non sono più a conoscenza di come la Società si è mossa. Ricordo però che all’epoca era in corso una ispezione da parte della Ragioneria dello Stato e, probabilmente, SPS si è comportata conseguentemente agli indirizzi ricevuti. Sono solo supposizioni, ovviamente, ma ritengo che l’Organo Amministrativo di SPS abbia fatto tesoro dei “suggerimenti” ricevuti dall’Ispettore. Peraltro il Sindaco attuale ha confermato l’incarico all’Amministatore Unico, riconoscendone quindi le capacità, il quale, presumo, abbia fatto semplicemente il suo lavoro. La passata gestione non c’entra proprio niente.

Detto questo, è noto come L’Amministrazione Comunale abbia  avuto, in passato, difficoltà nei pagamenti e la causa predominante era il rispetto del patto di stabilità. Tuttavia, al di là dei ritardi, i pagamenti sono sempre arrivati e le fatture sono state saldate; almeno fino a quando il sottoscritto era operativo.

All’epoca delle mie dimissioni erano in corso degli approfondimenti in ordine alla restituzione degli investimenti e questo, credo, sia uno degli elementi che potrebbero essere presenti nelle fatture di SPS .

Stumentalizzazione politica? Non credo proprio. Ci ricordiamo chi ha fatto strumentalizzazione in campagna elettorale? Non certo il sottoscritto che l’ha addirittura subita, guardate al Vostro interno.

Cordialmente

Gianfranco Crosta

 

La risposta di Stefano Candiani:

Rispetto a quanto già detto dall’ex presidente di SPS Franco Crosta, mi permetto di aggiungere solo qualche considerazione.
La domanda dell’IDV che a prima vista può sembrare corretta, è invece mal posta e anche "vagamente ipocrita".
Per quale ragione? Presto detto.
Innanzi tutto, al contrario di quanto vuole sottintendere la domanda è ben nota allo stesso Furci la situazione di SPS, non foss’altro per la quantità di  spazio che è stata dedica (spesso a sproposito) al tema in campagna elettorale. E non sono passate che poche settimane…
Tutto quanto occorre per mettere a fuoco la situazione è desumibile dalle documentazioni agli atti. A partire dal verbale dell’assemblea soci con cui si è preso atto dell’esito della ricognizione effettuata tra febbraio e marzo da parte del Ministero delle Finanze. E anche questi documenti sono stati pubblicati in toto durante la campagna elettorale, dalle forze politiche che oggi governano Tradate.
Nel contenuto, ciò che mi consta è che SPS non ha fatto altro che dare seguito ai rilievi mossi dal Ministero, e si è adeguata agli stessi.
In particolare dando seguito al cosiddetto "Riaddebito" degli interventi economici (investimenti, ecc.) che devono essere ritrasferiti in capo al Comune. Anche in questo caso dando seguito ad una delibera di giunta, pubblicata e nota. Dalla cronaca poi, sono stati riportati solo i crediti che SPS vanta nei confronti del Comune e non i crediti che il Comune vanta nei confronti di SPS. Infatti le due partite per la maggiore vanno poi a compensarsi.
Riguardo ai pagamenti arretrati, puntuali o meno, e alle difficoltà create dal patto di stabilità, mi chiedo dove abbia vissuto il signor Furci fino ad ora. La precedente amministrazione ha sempre denunciato in modo esplicito che il rispetto del patto di stabilità imposto ai comuni, sia per le modalità finanziarie che per l’impatto economico, rappresenta un macigno insostenibile per le spalle dei comuni.
Però… C’è ancora un però… Si può infatti immaginare che la complessità della situazione, delle norme, dei numeri del bilancio, ecc. possano sfuggire a chi come il "signor Rossi o il signor Brambilla" possono non essersi mai interessati dell’amministrazione di un comune e di Tradate nello specifico. Lascia invece di sasso che queste domande siano poste da chi si è fatto vanto in campagna elettorale di "essere pronto a governare", da parte di chi ha candidato e fatto eleggere sindaco l’ex Ragioniere Capo del Comune, che è stata presentata e proposta proprio per la lunga e accurata competenza sul campo e sul tema.
Ai cittadini può anche sfuggire. Ma l’IDV e le altre forze politiche di sinistra non possono far finta di non sapere che fino a tre mesi prima della campagna elettorale, l’attuale sindaco, in veste di Ragioniere Capo del comune ha esercitato il potere della firma, ovvero dell’ultima parla su ogni atto contabile, compresi, ovviamente i mandati di pagamento… Questo, però, ad ogni buon conto, lo sa bene, invece chi i pagamenti dal comune li ha aspettati per mesi, e in qualche caso per anni. E tra questi SPS…
Stefano Candiani

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 luglio 2012
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