Centro rifiuti a Sciarè, spunta un altro progetto

La Ricicleco aveva presentato nel 2010 una proposta per aumentare le quantità di materiale trattato al confine con Cassano. Il 31 luglio l'esame da parte della Provincia, che competenza sul settore rifiuti. Il Comune chiede chiarimenti su traffico e altro

Il progetto di ampiamento del centro rifiuti Ricicleco è fermo, ma adesso spunta un’altra richiesta da parte della stessa società: presentata il 25 gennaio 2010, prevede l’aumento del 75% delle quantità di rifiuti organici da trattare nell’impianto esistente (al centro nella foto aerea, Google Maps), al confine tra Sciarè e Cassano Magnago (rione Sud), vicino alla zona industriale e allo scalo intermodale.
La richiesta di aumento delle quantità da trattare è stata "resuscitata" da Ricicleco dopo che Aipo (l’autorità di bacino del fiume Po, ex Magistrato del Po) ha stoppato il progetto di ampiamento del centro-rifiuti in quanto collocato in fascia di esondazione: dopo lo stop a questo progetto, l’operatore privato che si occupa di rifiuti ha ripreso in mano la "vecchia" pratica. Questa propone di aumentare la quantità di verde e rifiuti legnosi da trattare da 8 mila a 14mila tonnellate di materiale per compost. La Provincia – il 6 luglio 2010, con comunicazione alla Regione – ha già decretato in passato che la richiesta di aumentare le quantità trattate non è soggetta alla Valutazione d’Impatto Ambientale. Il prossimo 31 luglio, dunque, è già convocata la conferenza dei servizi per valutare il progetto di aumento.

La documentazione sul sito di Regione Lombardia

Il Comune di Gallarate negli anni scorsi non ha ripreso in mano la pratica. E ora, che farà? «L’intenzione – dice l’assessora all’ecologia Cinzia Colombo – è portare in giunta una delibera per chiedere approfondimenti che crediamo avrebbero dovuto chiedere già negli anni passati i nostri predecessori. Prima una richiesta di ampliamento della struttura, poi – stoppata questa – una di aumentare le quantità: ci sembra che si proceda per tentativi ma senza un progetto complessivo: vogliamo chiarezza su questo punto da Ricicleco e anche dalla Provincia che ha la competenza. Ne ha diritto l’amministrazione ma soprattutto le persone che vivono nella zona». Quali sono i problemi? Secondo l’assessora sono in parte gli stessi già sollevati dall’amministrazione sul progetto di ampiamento. «L’aumento del traffico, per esempio: il raddoppio delle quantità di materiale trattato vuol dire raddoppio dei camion che si dirigono all’impianto? Nello studio non si fa accenno alla questione» dice Colombo. Se il traffico tocca soprattutto la zona di Sciarè di Gallarate, l’altra questione – quella degli odori generati in alcune occasioni dal materiale trattato e stoccato – riguarda anche altri quartieri e anche la vicina Cassano Magnago: «Ricicleco dice che non ci sono odori fastidiosi, se non quando ci sono errori di gestione, ma sappiamo che abbiamo ricevuto tante segnalazioni da residenti di Gallarate e di Cassano, anche verbalizzati dalla Polizia Locale». 

Quindi l’amministrazione è contraria all’ampliamento? Per ora rimane la richiesta di chiarimenti sui diversi aspetti della vicenda, più o meno le stesse perplessità sollevate sul progetto di ampiamento della struttura, oggi stoppato. Anche se poi l’assessora Cinzia Colombo precisa che «non c’è contrarietà a questo tipo d’impianti che anzi sono preziosi per la differenziata, ma devono essere fatti in modo che si possa convivere con chi abita nelle vicinanze, con certezze sulla qualità del servizio»

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 luglio 2012
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