Ceresio inquinato? “Legambiente ha accusato il soggetto sbagliato”

I vertici della comunità montana del Piambello rispondono alle critiche dell'associazione: «Far funzionare il depuratore e tenere puliti i fiumi e i laghi è una responsabilità generale e di tutti»

«Sono molto sorpresa da Legambiente. Non è mai venuta a interpellarci riguardo alla questione del Ceresio. Se vogliono far politica la facciano con la faccia dei politici e non con quella degli ambientalisti. Preferisco dunque dare risposte tecniche a un’accusa così grave indirizzata al soggetto sbagliato».
Maria Sole De Medio
, presidente della comunità montana del Piambello, risponde così alle accuse di Legambiente circa la responsabilità dell’ente nell’inquinamento del Lago Ceresio per la mancata depurazione delle acque del Rio Bolletta. Accanto a lei l’assessore Mario Bertana, i sindaci di alcuni comuni (Viggiù, Porto Ceresio e Bisuschio) che hanno aderito alla convenzione per il depuratore, i tecnici e i consulenti che si occupano dell’impianto.
«Negli ultimi due anni e mezzo siamo riusciti ad arrivare ad un grado ottimale di funzionamento del depuratore – spiega l’assessore -. L’Arpa e l’Asl, soggetti che fanno i controlli, negli ultimi 12 mesi non hanno riscontrato nessuna anomalia di scarico, al punto che i controlli ormai li fanno trimestralmente e non più mensilmente». 
I comuni hanno una convenzione con la comunità montana a sua volta responsabile del trattamento delle acque reflue provenienti dai territori comunali che si collegano con il Rio bolletta. «Ogni canalizzazione – continua Bertana – passa dal depuratore. Succede a volte che ci siano scarichi anomali o abusivi in altri rii che non passano però dal depuratore e che quindi non sono di nostra competenza. E comunque, quando accade, noi interveniamo subito. Ci siamo riuniti più volte con i sindaci e le ditte interessate e abbiamo raggiunto una certa collaborazione. La vergogna deve essere quindi ritorta verso chi ha mandato quel comunicato».
Non era presente per altri impegni l’assessore provinciale all’Ambiente Luca Marsico, che però ha fatto sapere alla presidente della comunità montana di essere rimasto molto sorpreso dalle accuse di Legambiente in quanto le analisi dell’Asl hanno dato risultati confortanti per le spiagge di Brusimpiano e Ponte Tresa. «La provincia che è deputata a fare i controlli – ha aggiunto Maria Sole De Medio – li fa ed è molto attenta, come tutti noi siamo orientati a fare il nostro dovere. Quindi non c’è alcun scaricabarile tra comuni, provincia e comunità montana. Far funzionare il depuratore e tenere puliti i fiumi e i laghi è una responsabilità che è generale e di tutti».

Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 600 mila euro per potenziare la depurazione delle acque, adeguamenti tecnici per contrastare soprattutto le immissioni di fosforo. Inoltre, il depuratore non è gestito da un cda, ma direttamente dalla comunità montana con il lavoro volontario dei suoi tecnici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 luglio 2012
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