Cgil: “L’accorpamento dei tribunali è un costo per lavoratori e cittadini”

Il segretario regionale del comparto pubblico del sindacato Florindo Oliverio fornisce una del provvedimento lettura in termini di peggioramento dei servizi e perdita di posti di lavoro

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Cgil Funzione Pubblica a firma di Florindo Oliverio, degretario generale lombardo del settore in merito al provvedimento sull’accorpamento dei tribunali in Lombardia contenuto nel provvedimento sulla spending review.

La spending review della giustizia in Lombardia, secondo il ministro Paola Severino, comporterà la soppressione di 3 tribunali (Crema, Vigevano e Voghera) con le relative procure della repubblica, di 18 sezioni staccate di tribunali, e la chiusura di 50 uffici del giudice di pace. Oltre alla mobilità forzata di più di 500 lavoratori e l’aumento dei costi economici e sociali per i cittadini lombardi.
Troppo silenzio è intorno al decreto ministeriale che cambierà la geografia giudiziaria lombarda. E noi siamo intenzionati a contrastare un provvedimento che ha il solo obiettivo di fare cassa senza occuparsi del bisogno di giustizia che cresce nel paese.

La Funzione Pubblica CGIL della Lombardia ha da tempo presentato una proposta alternativa a quella del ministro senza essere ascoltata. Una proposta che prevede il solo accorpamento di tribunale e procura di Crema a quelli di Lodi, grazie ad una distanza di soli 20 chilometri percorribili in circa mezz’ora; l’accorpamento, possibile per distanza e tempi di percorrenza sostenibili, di 13 sezioni staccate di tribunali, salvaguardando la presenza dello stato soprattutto laddove più pesante è diventato il carico di fenomeni criminali; e, soprattutto, valorizzando le sedi che oggi rappresentano punti di soddisfazione da parte dei cittadini, come il caso del tribunale di Vigevano dove spesso si rivolgono anche dal milanese per ottenere pratiche con tempi più accettabili.

Il provvedimento ministeriale ha poi dell’incredibile quando si propone di chiudere sedi che sono rese disponibili dai comuni senza oneri di locazione da parte dello stato, come nel caso di Desio, e per il cui trasferimento al tribunale di Monza bisognerà invece prevedere costi aggiuntivi per l’acquisizione di nuovi spazi. I tagli della giustizia avranno poi costi aggiuntivi per i cittadini. Non c’è dubbio, infatti, che allontanando le sedi dei tribunali, gli utenti si vedranno costretti a sostenere costi e tempi aggiuntivi. E c’è da credere che in molti saranno costretti a rivolgersi ad altri soggetti per svolgere pratiche prima a costi contenuti. Fare un atto notorio per successione dal notaio, ad esempio, potrà costare anche settecento euro, a fronte dei 50 euro che oggi al massimo si spenderebbero per i diritti di cancelleria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 luglio 2012
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