Da quassù catturiamo gli asteoridi

L'anno prossimo l’osservatorio del Campo dei Fiori compirà 50 anni (fu ultimato infatti nel 1963). Un esempio virtuoso del rapporto tra pubblico privato. La Cittadella della Scienza nacque grazie alle donazioni dei privati e alla tenacia visionaria del professor Salvatore Furia

Sant’Ambrogio? No, bisogna salire. Sacro Monte? No, più su. Il Grand Hotel del Campo dei fiori? No, ancora più su. Sulla cresta estrema della Punta Paradiso all’altezza di 1. 226 metri spuntano come funghi dal terreno tre grosse cupole: è l’osservatorio astronomico del Campo dei Fiori. Un posto che sembra incantato, sia di giorno, grazie alla sua vista mozzafiato su Varese e i suoi laghi, sia di notte, per le infinite stelle che da quassù lontano dall’inquinamento luminoso sembrano così vicine da poterle toccare.
Il primo nucleo di questa cittadella della scienza risale al 1956 ma  l’osservatorio vero e proprio è stato ultimato nel 1963 grazie alle generose donazioni dei privati e all’intervento di Salvatore Furia, il «padre dell’osservatorio», le cui ceneri racchiuse in una piccola cripta sono custodite dai monti, secondo il suo desiderio.

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L'Osservatorio del Campo dei Fiori 4 di 17

Oggi l’osservatorio è un centro divulgativo di scienze della natura, completamente gestito da volontari, che vive grazie alle donazioni dei privati. Si compone principalmente di tre cupole che spuntano sulla cresta. A prima vista sembra di essere nel paese dei puffi, in quanto la forma ricorda vagamente la loro casetta, in realtà, spiega Luca Buzzi (foto a lato), uno dei volontari dell’osservatorio, all’interno di queste cupole si trovano i telescopi.
La cupola più importante “Adele e Sai Vita” ha un diametro di 6 metri. Al suo interno c’è il telescopio Newton Cassegrain con specchio da 60 cm. L’ingresso in questo tempio dell’osservazione astronomica è possibile con una guida e l’utilizzo è limitato agli specialisti.
Per i visitatori è riservata la cupola “Mascioni” che ospita un telescopio di 35 cm di diametro. Altri strumenti utilizzabili dal pubblico sono montati sulla terrazza dell’osservatorio dalla quale si osservano le costellazioni e le meteoriti. Un’attività così importante che quello del Campo dei Fiori è stato classificato tra i primi venti osservatori amatoriali al mondo per l’osservazione di asteroidi, con un totale di più di mille osservazioni all’anno.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2012
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