Dormitorio per senza tetto, i Lions: “Presto una soluzione o togliamo i soldi”

Anche quest’anno è stata individuata la stazione centrale di Busto per accogliere i senza dimora cittadini. Intanto il progetto dei Lions è ancora arenato in attesa che Rete Ferroviaria Italiana e Comune trovino un accordo

«Il 5 agosto ricorrerà il primo anno della presentazione al comune del nostro progetto per un dormitorio in città – ricorda Franco Mazzuchelli, rappresentante locale dei Lions – ma ad oggi non sappiamo nulla sul futuro di quella struttura». I Lions, infatti, hanno deciso di destinare una discreta somma di denaro per la creazione di un centro di accoglienza per senza dimora che prevede anche percorsi di reinserimento sociale ma, se i tempi rimangono questi, «sposteremo quelle risorse verso altre destinazioni». 

Nell’anno che sta per concludersi le strade percorse sono state molte, ma si è trattato (quasi sempre) di vicoli ciechi. Uno dei primi luoghi individuati era la ex caserma dei vigili, «perfetta, aveva bisogno solo di piccoli interventi» salvo poi ripiegare su un appartamento dell’Aler in via Tito Speri, negato però il giorno dopo il sopralluogo. L’attenzione è quindi ricaduta sulla stazione centrale di Busto, naturale luogo di richiamo per i senza dimora. Più precisamente sui locali del suo parcheggio delle biciclette. Ed è proprio qui che si arena il progetto nell’attesa di una decisione di Rete Ferroviaria Italiana sul cedere o no quei 100 mq completamente da ristrutturare.

A fronte di questa situazione e con l’inverno che incombe, la rete Vo.La.Re. che raccoglie tutte le realtà cittadine che aiutano i senza dimora, ha chiamato a raccolta i rappresentati politici locali per spronarli a prendere, finalmente, una decisione. «Lo scorso inverno siamo stati convocati dal comune per far fronte alla cosiddetta “emergenza freddo” – ricorda Sara Noli – che è stata poi risolta con l’apertura della sala d’aspetto della stazione». Mentre a Varese moriva di freddo Mario, a Busto i senza dimora sono stati salvati dal rigido inverno da una convenzione tra RFI che ha aperto la sua sala d’aspetto con riscaldamento acceso per tutta la notte, Comune di Busto che ha garantito pulizia e sicurezza e rete Vo.La.Re. che ha assistito i bisognosi. Così, con quella precaria soluzione, il gelo invernale è stato superato. E nell’attesa di qualche risposta «anche quest’inverno ci arrangeremo così», avvisa Sara Noli invitando però il comune «a contattare da subito RFI» facendo in modo che vengano aperti anche i bagni della stazione.

Intanto la politica qualche piccolo passo sembra farlo. Franco Catiglioni, capogruppo del PDL, individua nella rete Vo.La.Re. un «valido interlocutore per l’amministrazione» ma riguardo al dormitorio «mancano ancora tanti mattoni per mettere insieme il progetto» anche perchè il comune metterà presto a reddito la stazione degli ex vigili. Ma Walter Pico Bellazzi (PD) cerca di ricordare all’amministrazione le proprie responsabilità invitando «a passare dalle parole ai fatti» ed Erica D’Adda (PD) auspica che «questi incontri continuino anche in futuro». Marco Cirigliano (SEL) invece vede nero sul futuro del progetto con il timore che «i Lions ritirino i loro soldi».

Ma le parole più dure sono quelle di Francesco Nicastro, operatore della Caritas. «Il problema di queste persone non è di RFI – incalza Nicastro – ma del comune perchè è del comune la responsabilità di queste persone, pur poche che siano». Ogni anno «qualcuno rischia di morire di freddo» e proprio per questo «è necessaria una presa in carico da parte dell’amministrazione». A Busto, continua Nicastro, «possono mancare tanti servizi e tante opportunità, ma la città non si merita che qualcuno muoia di freddo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 luglio 2012
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