Frattini, ritorno alle Olimpiadi dalla porta principale

Settimo ad Atene con l'otto, non convocato a Pechino, il varesino si è meritato la chiamata sul quattro di coppia dopo un mondiale vinto. «Vedo molto equilibrio: chi sopporta la pressione può volare»

Dalla concreta possibilità di guardare le Olimpiadi in televisione alla convocazione su una barca che, al di là della grande concorrenza, non nasconde di avere pure qualche ambizione da podio. Il passo, per Pierpaolo Frattini, non è certo stato breve, è iniziato a Bled (Slovenia) nel settembre scorso quando il 28enne varesino si è lauretato campione del mondo nel "due con" e si è completato con il bronzo in Coppa a Monaco di Baviera lo scorso giugno. Quella regata, vero e proprio spareggio in casa azzurra, ha dato a Frattini e ai suoi compagni del quattro di coppia (Simone Raineri, Matteo Stefanini e Francesco Fossi) la quasi-certezza di gareggiare nel tempio remiero di Eton con in palio qualcosa di enorme: il podio olimpico. La convocazione ufficiale del 5 luglio ha così sancito il ritorno a cinque cerchi del canottiere cresciuto alla Schiranna, settimo (sull’otto) ad Atene ma assente ai Giochi di Pechino.

Pierpaolo, dal giorno delle convocazioni a oggi sono passate meno di tre settimane. Come avete trascorso questo periodo?
«Abbiamo proseguito nel lavoro di preparazione a Londra cercando di avvicinarci alla forma migliore e tenendo ben presente che quelle gare saranno il coronamento di quattro anni di allenamenti e gare».

La concorrenza nel quattro di coppia è folta e molto agguerrita. Cosa farà la differenza alle Olimpiadi?
«Difficile dirlo, perché il divario tra le varie barche dovrebbe davvero essere minimo e la qualità sarà livellata verso l’alto. Prima di capire come potrebbe andare la finale, bisognerà dare il massimo anche in semifinale perché tra così tante barche di valore qualcuno potrebbe rimanere fuori. Poi, forse, bisognerà capire chi sopporta meglio la pressione una volta arrivati a un certo punto».

Lei alle Olimpiadi c’è già stato ma non nell’ultima edizione. Vive l’avvicinamento a Londra come un nuovo esordio o come una "normale" seconda volta?
«No, non è un nuovo esordio: il ricordo di Atene è comunque vivo e inoltre in questi anni ho accumulato altre esperienze di livello assoluto tra Mondiali ed Europei. Poi la Federazione è molto attenta a queste tematiche "emozionali", basti pensare che la squadra ha a disposizione uno psicologo dello sport per affrontare eventuali problemi legati alla tensione».

Pierpaolo Frattini è campione iridato di "due con", imbarcazione non olimpica. Le dispiace di non poter vogare in una specialità che l’ha vista vincere?
«Dispiace e per più di un motivo: perché è una barca affascinante, perché è un pezzo di storia dello sport italiano visto che era quella degli Abbagnale. E spiace perché con Vincenzo Capelli e il timoniere Niccolò Fanchi, che tra l’altro è di Gavirate, avevamo formato un team molto affiatato: sarebbe stato bello essere a Londra con loro. D’altro canto però devo anche dire che il quattro di coppia è la specialità con cui ho ottenuto le prime grandi soddisfazioni nel canottaggio (anche il titolo iridato junior nel 2002 ndr) e quindi posso dire di essere tornato all’origine».

La sua barca è formata da tre uomini delle Fiamme Gialle; lei è l’unico "esterno" visto che è in forza all’Aniene. Difficile inserirsi?
«No, per niente. Le società contano quando si gareggia negli assoluti ma una volta in Nazionale si lavora sempre insieme. Tra i club inoltre non c’è rivalità a differenza di altri sport, e questo a mio avviso è l’ennesimo punto a favore del canottaggio, disciplina che ha una storia e valori sempre in particolare evidenza».

Comunque vada, per lei, Londra è un appuntamento con la storia. Chi le starà vicino?
«Direi che avrò un discreto numero di tifosi personali a seguire le regate. A Eton arriveranno, oltre al presidente dell’Aniene Giovanni Malagò (neo-candidato alla prossima presidenza del Coni ndr) i miei famigliari e gli amici del Varese Rowing Club con cui abbiamo organizzato la festa (nella foto di R. Gernetti) per salutare la nostra partenza, al Panorama Golf. Visto che è riuscita bene io, Elia Luini e Sara Bertolasi faremo il possibile perché ne venga allestita un’altra al nostro ritorno».

LA SCHEDA DI PIERPAOLO

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 luglio 2012
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