Gallarate dà parere contrario alla terza pista di Malpensa

L'amministrazione comunale ha inviato il parere al Ministero dell'Ambiente, che deve esprimersi sul Master Plan. Dubbi anche sull'impatto del polo logistico e dell'aumento di traffico sulle strade

L’amministrazione comunale di Gallarate ha approvato un documento in cui si afferma parere contrario alla Valutazione di Impatto Ambientale del Master Plan di Malpensa e alle integrazioni volontarie prodotte da Sea. Il testo, nel rispetto delle norme che regolano la materia, è stato inviato al Ministero dell’Ambiente e a Regione Lombardia. Il parere sul progetto di ampliamento dell’ampliamento era già stato annunciato in commissione e si basa su diverse motivazioni.

In primo luogo si fa notare che la documentazione integrativa realizzata da Sea «non introduce novità sostanziali rispetto a quanto contenuto nel precedente Studio di Impatto Ambientale, dunque non scioglie i dubbi su infrastrutture di volo (terza pista), aree destinate a passeggeri e merci, opere logistiche e funzionali per il settore cargo». «Si ribadisce la necessità di attivare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica per il Master Plan, proposto in variante al Piano Regolatore di Malpensa».

Secondo, «i dati contenuti nello Studio e nelle Integrazioni di Sea non sono sufficienti a valutare gli effetti sulla salute e sull’ambiente di un incremento nel traffico aereo e veicolare. Tale incremento peggiorerebbe inquinamento atmosferico e acustico in un’area critica, per la quale i monitoraggi del Parco del Ticino indicano già oggi la necessità di azioni di contenimento e mitigazione. Le Integrazioni, fra l’altro, non prendono in considerazione inquinanti tipicamente associati al traffico aereo».

L’amministrazione di Gallarate ricorda poi la sentenza Quintavalle, di primo e secondo grado: «A dimostrazione dell’impatto ambientale negativo che le attività legate all’aeroporto producono, il Tribunale di Milano ha condannato Sea e Ministero dei Trasporti a risarcire con 4,5 milioni di euro una proprietà privata nel Comune di Somma Lombardo per i danni provocati dall’inquinamento acustico e atmosferico. La Corte d’Appello ha successivamente confermato le conclusioni della Decima Sezione Civile alzando a 8 milioni l’indennizzo. Da una perizia prodotta nel corso del processo è emerso che la proprietà si trova in una zona rurale, dunque lontana dal traffico veicolare ma sovrastata dalla rotta 280. In loco si sono registrate concentrazioni di idrocarburi quasi triple rispetto a quelle rilevate al casello di Milano Sud. La situazione dell’area ha anche spinto la Commissione Europea ad avviare una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto di una direttiva a tutela di habitat naturali e seminaturali».

Ulteriori dubbi derivano dalle previsioni di Sea sulla crescita del traffico aereo, «previsioni smentite da dati più o meno recenti: la diminuzione di movimenti, passeggeri e merci registrata nel 2012 prosegue un trend avviato nel 2007, brevemente interrotto nel periodo 2009 – 2010 e ripartito nel 2011 (fonte: sito internet Assoaeroporti). Perplessità nascono anche dalle analisi sull’accoglienza garantita dalle strutture esistenti. In base ad approfondimenti effettuati sui coefficienti di riempimento degli aeromobili, l’Amministrazione comunale ritiene che la Relazione Introduttiva sottostimi la capacità di gestione passeggeri dell’aeroporto così com’è. E’ verosimile che Malpensa, anche senza terza pista e ulteriori ampliamenti, possa fare fronte a un volume massimo di viaggiatori nettamente superiore ai 29 milioni l’anno stimati da Sea».

Se l’aeroporto per qualcuno può sembrare una realtà distante da Gallarate, il richiamo alle previsioni sul traffico stradale ricordano come l’espansione avrebbe impatto anche diretto su Gallarate: «Occorre avviare uno studio del traffico viabilistico generato da un eventuale ampliamento dell’aeroporto e dall’incremento del traffico passeggeri e merci. La stessa Regione Lombardia, esaminando il Piano di Governo del Territorio gallaratese, in particolare per quanto concerne la porzione del Comune toccata dalla strada statale 336 che raggiunge Malpensa, ha definito come obbligatoria l’acquisizione di tale strumento. È parere dell’Amministrazione comunale che lo Studio di Impatto Ambientale e le Integrazioni debbano contenere una valutazione in tal senso». C’è poi anche un riferimento più specifico alla progettata realizzazione «nel sedime aeroportuale di un Polo Logistico a supporto dell’attività cargo», che «avverrebbe su superfici più ampie di quanto richiesto dal traffico merci». «Ci si chiede se, a giustificare le dimensioni del progetto, siano anche attività di scambio gomma/gomma. L’impatto ambientale di un simile sviluppo non viene accennato nella documentazione ricevuta».

Un’ultima nota riguarda infine il progetto  di collegamento ferroviario Malpensa Nord, con «la realizzazione di un corridoio di salvaguardia urbanistica di 75 metri dall’asse di tale infrastruttule»: è il progetto che ha messo in allarme i residenti del rione Moriggia. L’Amministrazione comunale sottolinea «l’opportunità che lo Studio d’Impatto Ambientale e le Integrazioni considerino la problematicità di una simile opera. Sul collegamento, al momento all’esame del Cipe, la Giunta di Gallarate ha presentato istanza di revisione affinché si giunga allo stralcio del tracciato, che produrrebbe criticità ambientali e operative».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 luglio 2012
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