“Il Comune riprenda la gestione degli autobus”

Il sindacato Al Cobas Trasporti prende carta e penna e scrive al sindaco Farioli proponendo una soluzione drastica, dopo mesi di disservizi: "Stie minaccia di abbandonare solo per avere nuovi contributi pubblici. Facciamo da soli, è meglio"

«In queste condizioni, tanto vale che il Comune riprenda in mano il servizio di autobus urbani, utilizzando risorse umane interne al Comune per dirigere l’azienda e offrendo il miglior servizio possibile ai cittadini senza guadagnarci sopra». Dopo mesi di polemiche sulla sicurezza e l’efficenza del servizio autobus gestito da Stie, il sindacato di base Al Cobas torna alla carica con una proposta drastica: "licenziare" la Stie e riprendere la gestione diretta comunale del servizio.

Claudio Signore e Antonio Ferrari dell’Al Cobas Trasporti si rivolgono direttamente al sindaco, ricordando le ripetute denunce pubbliche sui disservizi e sulla «grave condizione dei mezzi», ma anche ricordando che il sindacato aveva «interpellato perfino la Polizia Locale». A fronte di tante azioni, «nulla è cambiato»: «l’incendio di un Bus il 26 maggio scorso è solo l’ultima prova di una mancanza generalizzata di manutenzione.

LE IMMAGINI – Il precedente: l’autobus divorato dalle fiamme nel 2011

Secondo il sindacato la Stie ha sempre giocato in modo ambiguo «minacciando più volte di abbandonare il servizio, cittadini e lavoratori compresi, senza mai farlo davvero» solo per ottenere nuovi contributi pubblici. Non solo, anche cercando di attribuire «la responsabilità dei disagi e dei guasti ai conducenti, imputando loro anche una cronica disaffezione all’azienda ed al lavoro». Ecco dunque la proposta più secca fatta dall’AlCobas, un invito perché «l’amministrazione comunale prenda una decisione una volta per tutte»: «se in nessun modo trova i soldi per gestire il trasporto pubblico lo blocchi definitivamente, dia un’opportunità di lavoro diversa agli addetti e cessi questo calvario. Che senso ha girare soldi pubblici ad un privato per pagare i loro dirigenti senza essere in grado di “offrire” un servizio adeguato?». La proposta alternativa è invece  di tornare a gestire direttamente il servizio, prendendo atto del fatto che il modello privato non funziona meglio: «Tanto vale riprendersi il servizio, utilizzare risorse umane interne al Comune per dirigere l’azienda e offrire il miglior servizio possibile ai cittadini senza guadagnarci sopra, unico scopo del privato». Un atto che l’Al Cobas vuole dal sindaco, a cui chiede di essere «coraggioso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2012
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