Il grande architetto e Casa Calcaterra, s’accende lo scontro

Due estati fa l'abbattimento. Oggi spunta il progetto dell'architetto portoghese Alvaro Siza e si riapre il dibattito sulla zona tra via Roma e via Postporta, da due anni ridotta ad una spianata brulla

Era l’estate del 2010 e nel mezzo del mese di agosto fu abbattuta – in contrasto con i progetti edilizi autorizzati dal Comune – la Casa Calcaterra, unico edificio sopravvissuto tra quelli storici dell’isolato tra via Roma e via Postporta a Gallarate (le altre erano corti lombarde affacciate sul vicolo in fondo a via Postporta). A distanza di due anni, il progetto dell’architetto Alvaro Siza riaccende le polveri dello scontro.

La Bonicalzi Costruzioni ha dovuto mediare con l’amministrazione comunale (anche sulla base di un pronunciamento del TAR che ha dato ragione al Comune sullo stop al cantiere) e ha presentato un progetto firmato dall’architetto portoghese Alvaro Siza, che ha creato opere di pregio nel mondo (tra gli altri: il padiglione portoghese all’Expo di Lisbona 1998). Il titolare dell’impresa, Paride Bonicalzi, ha spiegato in una intervista al quotidiano La Prealpina che l’interesse dell’architetto per la cittadina di provincia nasce da un discorso più ampio

Per lui è una sfida, deve intervenire su un’area difficile ma è molto motivato per- chè ritiene Gallarate importante in un’ottica metropolitana


L’assessore all’urbanistica Angelo Senaldi ha spiegato che i contatti con la proprietà sono ripresi dall’autunno scorso, per cercare di rinegoziare l’intervento sull’area ex-Casa Calcaterra. «Abbiamo posto due condizioni alla proprietà per riaprire il dialogo, che sono state rispettate. La prima: riservare una quota di pubblica utilità. La seconda: garantire alta qualità architettonica al progetto». In cosa si concretizzano le due richieste? Da un lato in un nuovo parcheggio interrato di uso pubblico che servirebbe in prospettiva anche per permettere una pedonalizzazione di piazza Garibaldi, tema già emerso qualche mese fa: «non un autosilos, ma alcuni posti in più in aggiunta ai diversi parcheggi di uso pubblico esistenti intorno al centro» specifica Senaldi. La seconda richiesta – l’intervento di qualità – si è concretizzata nel progetto firmato da Alvaro Siza. Senaldi ha difeso anche in consiglio la mediazione con la proprietà dell’area, ricordando che «prima si fanno le valutazioni di carattere tecnico, poi quelle politiche» e aggiungendo anche un «a differenza che in passato», riferimento polemico alla gestione dell’urbanistica da parte del PdL.

La notizia di un nuovo progetto ha infatti riacceso anche lo scontro sulle responsabilità del passato e sulle scelte da fare oggi in contrapposizione allo sfregio di via Roma. L’ex assessore Massimo Bossi lamenta lo scarso coinvolgimento e trasparenza e soprattutto chiede che l’intervento non sia concepito come isolato, ma rivisto rispetto all’intera zona, che comprende anche altre zone di trasformazione urbana (lo stabilimento proprietà oggi di Borgomaneri, al di là di via Roma: sullo sfondo nella foto).
A finire nel mirino del centrodestra però è stata anche Cinzia Colombo, che – da consigliere  d’opposizione – con SEL fece un presidio per richiamare l’attenzione sull’abbattimento e chiedendo fermezza verso i costruttori. Divenuta assessore alla partecipazione, è accusata ora di incoerenza per non aver forzato la mano sull’idea del parco al posto del cemento, sostituendo all’isolato edificato un parco pubblico. Ma l’idea, ribatte Colombo oggi assessora alla partecipazione, è infattibile: «L’allora vicesindaco Caravati affermò che l’amministrazione di centrodestra si sarebbe impegnata per farne un parco. Sapevano bene i cittadini (e anche noi di SEL) che la proposta non aveva gambe: bastava conoscere appena un po’ le leggi per capire che era una boutade o un’enorme ipocrisia. Ma tant’è, il vicesindaco uscì su ogni giornale come paladino della salvaguardia del territorio. Quando, dopo un mese, in consiglio comunale chiedemmo dove era finita quella proposta, ci fu il silenzio».

Come finirà la vicenda? Per ora tutto rimane confinato nelle stanze del Comune, il progetto è approdato all’esame iniziale della Commissione Paesaggio, quella che valuta l’inserimento di nuovi progetti nel territorio gallaratese. «Un confronto preliminare, con alcuni rilievi e sottolineature rispetto all’inserimento ambientale» si limita a dire l’assessore Angelo Senaldi. La commissione avrebbe chiesto un richiamo alle forme dell’architettura lombarda tradizionale, anche se ovviamente rivisitate in ottica moderna e non come riproposizione banale. Passaggi normali nell’iter tecnico sui progetti, secondo l’assessore Senaldi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 luglio 2012
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