Il milionario russo vince un’altra battaglia, abolito l’obbligo di firma

I giudici restituiscono la piena libertà ai dissidenti di Viggiù e attenuano le restrizioni alla moglie. Ora si attendono le decisioni sul dissequestro della valigetta da 661.500 euro e sul diritto di asilo

Un altro piccolo passo verso la libertà per Andrey Spiridonov, il milionario russo residente in una villa sontuosa a Viggiù, arrestato su mandato di cattura internazionale e poi rilasciato: l’intrigo che vede al centro la sua attività di oppositore di Putin (nella foto) e una presunta truffa nei confronti di un uomo d’affari russo per la vendita di valvole petrolifere al Venezuela, è balzato all’onore delle cronache dieci giorni fa ma adesso la vicenda giudiziaria comincia a volgere a suo favore. Dopo aver ottenuto la scarcerazione, su decisione della corte di appello, la stessa corte ha deciso di attenuare ulteriormente le misure restrittive nei suoi confronti, abolendo anche l’obbligo di firma a cui era stato sottoposto in via cautelare. Dunque i giudici non ravvisano più alcuna esigenza di controllare i movimento dell’uomo che avrebbe quindi già dimostrato di non avere intenzione di darsi alla fuga prima che vengano chiarita la sua posizione: è infatti indagati per riciclaggio di una valigetta di denaro contenente 661mila e 500 euro ma ha le carte per provare che sono stati importati legalmente dalla Russia dopo la vendita di un immobile e stavano per essere utilizzati per l’acquisto di una casa. Inoltre è stato raggiunto da mandato di cattura internazionale, ma ha ottenuto dalla commissione rifugiati di Roma il permesso di asilo politico perché ha fornito sufficienti prove per dimostrare di essere un esponente dell’opposizione, finanziatore dei partiti avversi al presidente Putin, e che per questa sua attività ha avuto delle ripercussioni economiche e anche un attentato nel 2004, quando fu accoltellato a Mosca.
La decisione di attenuare le misure restrittive riguarda anche la moglie; gli avvocati Enzo Cosentino e Andrea Boni sono ricuciti a ottenere per lei un declassamento dell’obbligo di firma, portandolo a 15 giorni (sulla donna gravano infatti due mandati di cattura, uno russo e uno venezuelano). Sono due adesso gli obiettivi fondamentali per il milionario russo. Ottenere il dissequestro dei soldi al più presto, e vincere la causa in corte d’appello sulla richiesta di estradizione avanzata da Mosca. La decisione dovrebbe arrivare a ottobre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 luglio 2012
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