Il rettore spiega le novità Liuc: “Più vicini al modello americano”

Intervista a Walter Lazzari, a capo dell'ateneo castellanzese, sulle novità introdotte per il nuovo Anno Accademico che avvicinano l'università Cattaneo ai modelli accademici statunitensi

Domani, giovedì 19 luglio, la Liuc ospiterà molti giovani studenti che parteciperanno ai test di ammissione per il nuovo Anno Accademico. L’università castellanzese si sta preparando al nuovo anno e il rettore Walter Lazzari spiega le principali novità che attendono le matricole e gli studenti dell’università Cattaneo.

Innanzitutto parliamo delle novità, ovvero il percorso sullo sport  e i nuovi percorsi di Giurisprudenza, il cui piano di studi è stato "ristrutturato" e reso sempre più vocato all’internazionalizzazione e al mondo dell’impresa. C’è poi anche un percorso sulle Risorse Umane nella Laurea Magistrale in Economia Aziendale.

«Abbiamo previsto una rivisitazione integrale del percorso di giurisprudenza grazie ad un’offertaunica in Italia. L’obiettivo è quello di renderlo molto più professionalizzante avvicinandolo molto ai percorsi universitari degli atenei americani. Nell’ultimo anno, ad esempio, ci sarà un corso di preparazione all’esame di stato per l’abilitazione all’avvocatura. MA un altro aspetto importante ed interessante è la strutturazione per arrivare ad ottenere nel giro di sei anni la laurea magistrale in economia combinandola con giurisprudenza, replicando così l’esperienza dei corsi Mba. Il laureato in giurisprudenza che ha conoscenze in tema di economia è una figura che in Italia potrebbe trovare una forte richiesta. Combinare le conoscienze giurdiche con quelle economiche è ciò che si avvicina di più al conseguimento di un doppio titolo. Gli avvocati devono avere competenze economiche sempre più spinte e appropriate e viceversa per gli economisti la conoscenza della norma è importante. Per quanto riguarda il percorso economico vorrei dare grande rilevanza al lancio del corso in economia dello sport e gestione degli sportivi. Per la nostra università si tratta del primo percorso non funzionale ma settoriale. Alla Liuc sarà possibile studiare e approfondire un settore che pesa alcuni punti del Pil italiano. Anche in questo caso seguiamo il modello americano perchè è ormai quella dello sport è una vera e propria industria. Questo percorso non è utile solo per il dorato mondo del calcio ma apre possibilità anche per la gestione di eventi sportivi amatoriali che sono diventati di grande livello. A qualunque livello è importante che ci sia una rispondenza tra chi gestisce e l’evento che deve essere gestito. Per il nostro ateneo è una scommessa importante anche dal punto di vista accademico perché si stravolge anche il senso stesso dell’economia in quanto in questo settore se sparisce un concorrente danneggia anche gli altri. Al biennio c’era un piccolo buco della gestione delle risorse umane e abbiamo aperto anche un percorso di specializzazione in questo senso. Ora tutte le aree dell’economia sono coperte».

Liuc si è guadagnata una certa fama anche per i laboratori applicativi, che quest’anno verranno potenziati su tutte e tre le facoltà. In pratica, un’integrazione alla didattica tradizionale con attività esperienziali.

«Per noi questo concetto è riassumibile nello slogan "il sapere del fare". Quest’anno abbiamo cercato di spingere questo concetto ancora di più affiancando laboratori esperienziali con elemento dominante l’mpegno nell’attività per la quale gli studenti presteranno la loro opera. Grazie a questi laboratori i ragazzi devono lavorare e devono partecipare. Ad esempio nel corso sui derivati ai ragazzi si darà un portafoglio di titoli che gli studenti dovranno gestire grazie al laboratorio Bloomberg. Ai ragazzi viene chiesto di gestire, nell’arco di un mese, come farebbe un trader vero.Per gli studenti che vi prendono parte è come se lavorassero a Jp Morgan o Goldman Sachs. In questo modo quello che gli studenti studiano è molto più contestualizzato. Nei corsi con grandi numeri, infine, l’accesso a questi laboratori sarà deciso su base meritocratica, un aspetto di cui la cultura liuc tiene conto»

Infine parliamo dei servizi agli studenti, quindi il placement, l’internazionalizzazione e soprattutto il Diritto allo Studio (borse di studio, premi al merito ecc.)

«Per quanto riguarda questo importante aspetto della nostra università vorrei innanzitutto dire che vogliamo mantenere l’erogazione sul livello dell’anno appena concluso anche se la finanza pubblica sta sacrificando questo sostegno in nome della crisi economica. La mobilità sociale per noi resta un fattore molto importante di sviluppo. La società cresce se l’ascensore sociale funziona. L’anno scorso abbiamo erogato 1,7 milioni di euro, una cifra considerevole. Per quanto attiene al placement la Liuc crede molto nelle competenze e nelle opportunità e noi non vogliamo creare frustrati. Per questo la Liuc offre un contatto diretto e costante con il mondo dell’impresa tramite ufficio placement. I nostri studenti riescono ad effettuare più stage nella loro carriera universitaria sempre per continuare a garantire quella vicinanza al mondo del lavoro nel senso di dare agli studenti gli strumenti che servono per lavorare. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione siamo di gran lunga i primi in Italia per quanto riguarda le esperienze all’estero. So che il fututro delle carriere dei ragazzi sarà sempre più legata al contesto internazionale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 luglio 2012
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