Il settore tessile deve continuare a innovare

Il quinto appuntamento dei “Venti dell’Innovazione” organizzata della Camera di Commercio è stato dedicato al tessile, che è un settore fondamentale della provincia di Varese, e alle opportunità innovative che devono essere colte nel settore

Parlare di settore tessile della provincia di Varese vuol dire comprendere un sistema di oltre duemila aziende (2.100) costituito da 16.000 dipendenti e che, nel primo trimestre del 2012, ha esportato prodotti per un valore di 230 milioni di euro. L’incontro di luglio dei “Venti dell’Innovazione”, il quinto della seria organizzata dalla Camera di Commercio di Varese” al Centro Congressi Ville Ponti, ha approfondito proprio il tema del tessile e i meccanismi innovativi che lo possono influenzare. Anche la sala dell’incontro, piena, non è stata scelta a caso: «Siamo nella sala Andrea delle Ville Ponti, – ricorda Mauro Temprelli, segretario della Camera di Commercio di Varese – che duecento anni fa introdusse il telaio Jaenette. Varese fa innovazione da sempre».

Piero Sandroni è il coordinatore del progetto “PoloTexSport” e ha sottolineato che il mercato del tessile debba muoversi verso il cliente incontrandone le esigenze e cercando di soddisfarle al meglio. «Quando elaboriamo i nostri prototipi ci rivolgiamo agli atleti sportivi e facciamo loro questa domanda: come immaginate che un determinato capo possa soddisfare al meglio le vostre esigenze?». Secondo Sandroni, l’innovazione non deve essere il fine, ma un mezzo per creare prodotti adeguati e coerenti alle esigenze e agli usi dei consumatori.
Francesco Fabbrica ha portato la propria testimonianza imprenditoriale in qualità di fondatore e presidente di Jacked, una realtà varesina e internazionale al tempo stesso che produce costumi da nuoto ad alta tecnologia, rivoluzionando il nuoto, grazie a tessuti estrememente performanti (il costume da nuoto di Federica Pellegrini, dell’incredibile peso di 85 grammi, è realizzato da loro). La ricetta di Jacked è stata quella di aver fatto dell’innovazione la loro bandiera di sempre, investendo sulle nanotecnologie e sfruttando al massimo le caratteristiche che permettono una “high performance” del prodotto. Fabbrica svela una divertente curiosità: «Il marchio Jacked, anche se sembra inglese o americano, è tutto italiano, ed è composto dalle iniziali dei nomi dei miei figli, Giacomo ed Edoardo. Il mio figlio piccolo è anche l’autore del nostro logo». E sullo sviluppo del mercato dichiara: «È fondamentale, oggi, trovare un nuovo modo per entrare in contatto con il cliente, e convincerlo a entrare nei nostri negozi».

Di particolare interesse è la testimonianza imprenditoriale di Adalberto Horak, di BlackSun Partners, che ha parlato delle prospettive e delle grandi opportunità derivanti dall’utilizzo della fibra di carbonio. L’elemento innovativo è rappresentato dalla fibra stessa, che deve essere tessuta per poter essere trasformata in un aereo, una racchetta o un prodotto tessile. «Il carbonio è una fibra molto giovane perché è stata scoperta nel 1959 ed è stata resa commerciabile alla fine degli anni ’60. Fatta l’eccezione del settore aerospaziale, tutti gli altri settori sono all’inizio, e possono essere colte enormi opportunità d’impresa». Un esempio dei vantaggi di questa fibra? La resistenza. Il carbonio è cinque volte più resistente dell’acciaio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 luglio 2012
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