L’aerospaziale domina le esportazioni varesine

Il fatturato delle esportazioni costituisce il 35% del valore aggiunto generato da tutti i comparti dell'economia locale

Varese non è solo mercato locale e nazionale, anzi. I dati dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese profilano uno scenario interessante a proposito dell’import e dell’export con il resto del mondo. Il fatturato delle esportazioni costituisce il 35% del valore aggiunto generato da tutti i comparti dell’economia locale.
La percentuale si traduce in 9.314 milioni di euro fatturati, e comportano un saldo commerciale locale attivo, nel 2011, per 2.856 milioni. Varese è importante per via del significativo contributo all’equilibrio della bilancia commerciale e valutaria del Paese: le esportazioni della città costituiscono il 2,5% delle esportazioni nazionali. La città giardino si colloca in un contesto regionale altrettanto competitivo, occupando la nona posizione tra le province maggiormente esportatrici, con una propensione all’export del 40,2% e un grado di apertura al commercio estero del 98,1% (i dati nazionali, un po’ scoraggianti, danno al 26,6% la propensione all’estero e il 54,9% il grado di apertura al commercio estero). Qual è la prima merce esportata a Varese, che costituisce il 14% del valore totale delle esportazioni? Gli aeromobili e i veicoli spaziali. Non è un caso, quindi, che la città confermi un’antica tradizione nei rapporti commerciali con l’estero, le cui radici affondano nel pionierismo imprenditoriale della seconda metà dell’800.

L’apertura internazionale è una condizione vincolante per lo sviluppo dell’impresa, e ce lo ricorda molto bene l’Unione degli Industriali della Provincia. Quali sono i settori dove l’apertura è maggiore, in tal senso? Tra gennaio e marzo 2012, il primo posto è occupato dal settore metalmeccanico (43,35% del totale export); a seguire i mezzi di trasporto (19,35% del totale), il settore chimico e farmaceutico (10,23% del totale), quello tessile e della moda (9,36% del totale), quello della gomma e della plastica (8,87% del totale) e quello degli alimentari e del legno, ultimo, che costituisce il 5,08% del totale. Varese comunica economicamente non solo con l’Europa, ovvero, in particolar modo con Francia (flusso commerciale dell’11,70%), Germania (14,72%), Spagna (5,00%) e Regno Unito (4,15%), ma anche con altri paesi dell’area europea, come la Svizzera (7,39%), la Russia (2,25%) e la Turchia (2,27%).
In America Varese tesse rapporti con gli Stati Uniti (6,05%) e con il Brasile (1,35%). Poi ancora la Cina (2,58%), Hong Kong (1,11%), Giappone (1,33%) e India (1,18%). La Russia e la Svizzera sono gli unici due paesi nei confronti dei quali, sempre tra gennaio e marzo 2012, Varese mantiene una variazione percentuale del tasso di importazioni positiva: 24,9% la Russia; 4,09% la Svizzera.

Varese esporta di più di quanto non importi, e questo è un forte segnale positivo per l’industria e le aziende locali in termini di concorrenza: i dati annuali del 2011, espressi in milioni di euro, parlano chiaro: 6.459 milioni di import contro 9.314 di export (il dato è in controtendenza con quello regionale, che vede un import di 123.209 milioni di euro di import contro 104.164 milioni di export). Anche l’Italia ha un import maggiore rispetto all’export: 400.480 milioni di importazioni; 375.850 milioni di esportazioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 luglio 2012
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