L’azzardo olimpico di Sara: “Vorrei la finale”

La 22enne Bertolasi è all'esordio a cinque cerchi sul "due senza", unica imbarcazione femminile dell'Italia. «Anche qualificarsi sembrava un'impresa impossibile, quindi proviamo a sognare»

Se il canottaggio è il "primo sport" varesotto a Londra 2012, il merito non è solo di due vecchi marpioni dei remi come Elia Luini e Pierpaolo Frattini, ma anche della bella novità rappresentata da Sara Bertolasi.
La giovane bustocca (foto a lato di R. Gernetti), 22 anni compiuti ad aprile, sarà all’esordio a cinque cerchi insieme a Claudia Wurzel; il loro "due senza" avrà molti occhi puntati perché si tratta dell’unica imbarcazione azzurra al femminile alle Olimpiadi.

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Sara, ormai Londra è alle porte. Al di là degli aspetti tecnici, come ci si arriva con la mente?
«Sono felicissima, anche perché fino a ora non ho avvertito la tensione della gara che arriverà solo quando ci avvicineremo alle batterie. Quindi mi sto godendo l’atmosfera che precede la partenza e sono intenzionata ad assaporare ogni momento di questa avventura, a partire dal viaggio in aereo per Londra per proseguire con tutto il resto».

Sarà in barca con Claudia Wurzel con cui rema abitualmente anche nella "Lario" per cui siete tesserate.
«Esatto, ed è ancora più bello vivere insieme anche questo momento di vigilia, perché siamo entrambe (foto sotto: Canottaggio.ort/D. Seyb) esordienti alle Olimpiadi».

Passiamo al lato sportivo, che poi sarà quello dominante una volta a Eton. Che obiettivo vi siete date?
«Il massimo sarebbe entrare nella finale A, quindi diventare uno dei migliori sei equipaggi al mondo. Ogni volta che lo ripeto mi sembra un grande azzardo, ma ciò valeva anche per lo scorso anno, quando dicevo che l’obiettivo era qualificarsi per Londra. Quindi…».

Il vostro "due senza" è l’unica barca femminile che l’Italia avrà a Londra. Avvertite una responsabilità particolare?
«No, più che responsabilità sentiamo il dispiacere di non avere accanto altre compagne con cui abbiamo lavorato in questi anni. Con molte ragazze ho vissuto quattro stagioni magnifiche nell’ambiente azzurro: sarebbe stato più bello essere in Inghilterra tutti insieme».

Lei è nata a Busto, è cresciuta nella Canottieri Varese e ora è tesserata per la comasca Lario. Sta anticipando la prossima rivoluzione tra le province?
«Devo dire la verità, non sono affetta da particolari forme di campanilismo e quindi la cosa non mi crea problemi. Diciamo che in questo modo posso mettere d’accordo tutti e spero di avere tifosi da tutte le mie "patrie". Non sono nemmeno tifosa di calcio e di basket: preferisco il ciclismo».

In effetti, lei ha corso in bici per diversi anni. Ora che ha cambiato sport, tiferà comunque per Noemi Cantele?
«Senz’altro, per Noemi e per le altre azzurre. Loro non lo sanno, ma sono una grande tifosa dell’Italia in bicicletta, maschile e femminile: difficilmente potrò essere sul percorso per incitare i nostri corridori ma seguirò senz’altro le gare in tv, quando sarò libera dai miei impegni agonistici. Ho gareggiato in bicicletta fino al 2006, poi ho scelto il canottaggio. Ma il ciclismo è ancora uno sport che pratico come allenamento alternativo; mi piace sempre un sacco».

LA SCHEDA DI SARA

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 luglio 2012
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