La maggioranza di Tarantino nella tempesta

Scontro dentro al centrodestra, in particolare dentro al PdL: la componente Portalupi puntano a cambiare il vicesindaco e riportare in maggioranza i finiani. Il sindaco: "La giunta funziona, la maggioranza si chiarisca"

Un malumore sotterraneo che è diventato una tempesta, nel mezzo del consiglio comunale: a Samarate la maggioranza di centrodestra che sostiene la giunta di Leonardo Tarantino è in subbuglio e lo scenario è tutto in movimento. La questione riguarda prima di tutto il Popolo della Libertà, diviso tra correnti diverse e con l’astro (ri)nascente di Luigino Portalupi, che ha rilanciato l’azione per contare di più dentro nella maggioranza (e nella giunta). «La giunta funziona e lavora bene, se ci sono problemi in maggioranza si chiarisca o si facciano le scelte da fare» dice il sindaco, che non nasconde le tensioni cresciute negli ultimi tempi. Una guerra sotterranea partita già un mese fa sul bilancio, quando il sindaco si ritrovò senza maggioranza.

Tra i temi caldi ci sono la cessione (o l’affitto) delle farmacie comunali Asc e il finanziamento dell’oneroso progetto della palestra (nella foto) e del polo scolastico di via Borsi da un lato. Il primo tema è stato messo sul piatto mesi fa proprio da Luigino Portalupi ed è arrivato ad un primo atto formale, il secondo sta dividendo anche la maggioranza, a fronte di molti dubbi vista la situazione delle finanze dei Comuni: non a caso pochi giorni fa la Lista Civica Samarate di Carlo Aspesi è ricomparsa sulla scena (dopo quasi tre anni di silenzio)  per chiedere a Tarantino una volontà più decisa sul progetto edilizio. Una mossa che molti hanno interpretato come un sostegno alla corrente di Portalupi, che si è alleato con la componente del PdL più vicina a CL.

Lo scontro è poi venuto alla luce in modo più esplicito in consiglio comunale: sulle farmacie Luca Macchi, consigliere del PdL con esperienza di lungo corso (è presidente del consiglio provinciale) ha contestato nel metodo e anche, in parte, nel merito la delibera d’indirizzo che la giunta ha presentato, arrivando al punto di abbandonare poi l’aula al momento della votazione. Senza Macchi, la maggioranza non era più in grado di garantire il numero legale, se non con l’appoggio dei consiglieri che siedono sui banchi dell’opposizione: il soccorso diretto (con voto a favore) è venuto dal finiano Vitale Monti. Proprio di Monti si vocifera il ritorno dentro alla maggioranza, lasciata quasi due anni fa dopo la rottura di Fini con il PdL (e conseguente allontanamento dell’assessore Fli Luca Gallazzi): intorno a questa manovra ruoterebbe anche l’idea di modificare gli assetti della giunta, in modo più o meno diretto, magari con un nuovo consigliere delagato (da notare che in giunta è appena ri-entrato un assessore della Lega, Enrico Puricelli nominato al posto di Simona Aspesi dimessasi l’anno scorso).

Le tensioni interne riguardano proprio il futuro della giunta: «Portalupi vuole allontanarmi dalla giunta» si è fatto scappare (fuori dall’aula) il vicesindaco Albino Montani (a destra nella foto con Tarantino), finito nel mirino. In realtà l’obbiettivo sarebbe lasciare a Montani le deleghe di assessore all’istruzione e alla cultura e di far nominare vicesindaco un nome più gradito ai nuovi equilibri interni al PdL (probabilmente l’assessore al bilancio Pozzi).  Di fatto, la delibera sulle farmacie – tema caldo ormai da tempo – è passata soprattutto grazie all’appoggio di Vitale Monti, anche se alla fine l’opposizione – quando è stato chiaro che ci sarebbe stato comunque il numero legale – è rimasta in aula lo stesso: sulle farmacie c’è stata l’astensione di IdV e lista civica Samarate Città Viva (soddisfatti perché la delibera consente di passare dall’ipotesi della vendita al semplice affitto della gestione, tutelando i dipendenti), mentre il solo Pd ha votato contro all’ipotesi di allargare il campo delle ipotesi. Macchi è rimasto fuori dall’aula, pur avendo anticipato che sarebbe rientrato solo se il centrodestra non avesse avuto i numeri. «Incomprensibili il comportamento del consigliere Macchi e la “brutta” dichiarazione post consiglio, alla stampa, dell’assessore Montani» hanno fatto sapere oggi Massimo Cappellano e Luigino Portalupi, che accusano il «protagonismo ripetitivo» di Luca Macchi.

Dal canto suo il sindaco Leonardo Tarantino cerca di smarcarsi dalla guerra interna al PdL e di cercare di tenere la barra dell’amministrazione: «Mi dispiace che ci siano tensioni, perché ci sono già tanti problemi amministrativi a cui far fronte: aumentano le tasse, manca il lavoro, non è proprio il momento per mostrare incertezze nel governo della città». Se la maggioranza è agitata, Tarantino rivendica il lavoro di squadra dell’esecutivo: «La giunta è unita e sta lavorando bene, compreso il vicesindaco. È chiaro che per andare avanti servono 11 voti, gradirei averne 13 come quando sono stato eletto». E poi manda un messaggio chiaro a tutte le componenti di maggioranza: «Spero che con settembre la situazione ritorni tranquilla, altrimenti sarei il primo a muovermi per sistemare le cose: la giunta non ha bisogno di modifiche, se nella maggioranza qualcuno ha problemi o si chiarisce o ognuno fanno le scelte che si debbono fare». L’amministrazione non può arenarsi e rimanere inattiva, sembra dire Tarantino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 luglio 2012
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