“Le istituzioni non aiutano il Made in Italy”: parola di MoMa e di Missoni

E’ stato informale, ma anche denso di contenuti l'aperitivo in Univa: ospiti la curatrice del MoMa Paola Antonelli, il presidente di Adi Laura Bocchietto e alcune delle eccellenze del design varesino

Rosita Missoni e Paola AntonelliUn aperitivo con alcune delle aziende della provincia più votate al design può rappresentare un’occasione di dialogo su quanto il “Sistema Italia” fa – o più precisamente non fa – per la migliore produzione italiana.

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E’ stato informale, ma anche denso di contenuti l’incontro tra Paola Antonelli, direttore del MoMa di New York, Luisa Bocchietto presidente di Adi e Laura Gianetti, presidente dell’Ordine degli Architetti di Varese con il consiglio direttivo dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese, la Liuc e alcune imprese varesine più “design oriented”.  Tra loro anche due rappresentanti di aziende che hanno fatto la fama di Varese nel mondo: Rosita Missoni per la maison Missoni e Alberto Jelmini per T& J Vestor. 

Un dibattito informale, in grado però di evidenziare efficacemente il “rischio isolamento” che un sistema istituzionale come il nostro può creare intorno alle aziende non supportate dai governi. «L’Olanda ha tre appartamenti a New York per ospitare giovani artisti e designer del loro paese in “missione” nella grande mela, e l’ambasciatore di Danimarca ha trattato personalmente con la dirigenza del MoMa perchè il museo fosse dotato di arredi danesi» ha ricordato Paola Antonelli. Mentre Laura Bocchietto ha sottolineato come «La Cina abbia deciso di puntare sul design nei prossimi 5 anni: e il governo si sta muovendo pesantemente per arrivare all’obiettivo».

Una situazione ignota ai nostri rappresentanti delle aziende, che sono molto più votati al “fai da te”: «L’Italia non si muove, ma gli imprenditori italiani si. Non ci si può tacciare di immobilismo» ha sottolineato Jelmini. «Per il nostro sbarco commerciale in America, più che l’Istituto Italiano per il Commercio estero ha funzionato il passaparola di Diana Vreeland».
Ma che non limita le possibilità operative del tessuto produttivo italiano e varesino «Abbiamo ancora molto da dire, anche in questi tempi di crisi: ogni giorno si puà voltar pagina – ha voluto sottolineare il presidente di Univa, Gianni Brugnoli – Basti pensare alla globalità delle aziende del nostro territorio: sono come una multinazionale tascabile».

Alla fine di questo aperitivo, un po’ glamour ma molto operativo, un sorso di spumante italiano sulla terrazza che guarda piazza Montegrappa: dove la direttrice del MoMa e Rosita Missoni hanno conversato di atmosfere americane e di errori istituzionali nella promozione dell’eccellenza italiana. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 luglio 2012
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