Lo stato sociale: “Quella volta che ci hanno rubato gli strumenti…”

Sono di Bologna, fanno musica per "gioco" e sono molto amati dal pubblico. Sabato 14 luglio saranno in concerto al Gasch Music Festival

"Lo stato sociale"«Facevamo radio e, ad un certo punto, abbiamo deciso di musicare i nostri testi. Poi abbiamo iniziato a scrivere canzoni. Abbiamo fatto un concerto a Bologna e poi tanti altri. E ora ci troviamo in questo delirio e non riusciamo più a capirci niente…».

I cinque de “Lo stato sociale” non se lo spiegano ancora questo tour che li sta portando per tutta Italia, «Per noi era un gioco» spiega Alb, batterista della band.

Sabato 14 luglio saranno in concerto al Gasch Music Festival di Villa De Strens (Gazzada Schianno, ingresso libero) e porteranno brani come “Amore ai tempi dell’Ikea”, “Quello che le donne non dicono”, “Mi sono rotto il cazzo”. Brani ironici, arrabbiati, divertenti, a volte comici. Insomma un mix di musica e parole che ha portato il gruppo nato a Bologna tre “o forse quattro anni fa”, come c’è scritto sulla loro biografia ufficiale, ad essere una delle band più “gettonate” nei festival della Penisola.

Un sound elettro pop che, «nasce un po’ così. Uno di noi inizia a scrivere i testi, gli altri lo seguono. Ci mandiamo molte mail e queste diventano dei brani, una sorta di psicanalisi di gruppo che diventa canzone».

Insomma, partiti con il loro furgone Augusto II da Bologna, Alb, Bebo, Lodo, Carota e Checco ora si possono permette di andare in giro con magliette con scritto “Voglio fare il benzinaio”, “Voglio andare in pensione”, “Voglio solo limonare” scherzandoci sopra e prendendo tutto questo come un’avventura. Rimanere con i piedi per terra insomma, «La musica oggi non ci permette di vivere e ci arrangiamo con diversi lavoretti. Non credo che potrà diventare una professione». Ma le magliette? «Quelle sono nate una notte. Ci avevamo chiesto di preparare dei vestiti per il servizio fotografico e sono nate queste creazioni. Una è stata anche venduta all’asta ad una fan…».

“Turisti della democrazia” è il disco che sta appassionando il pubblico e che ha dato inizio a tutto questo, portandoli lontani dalla loro Bologna,«una città che ti influenza per il suo fermento artistico». E intanto raccontano: «A Roma, qualche mese fa ci hanno aperto Augusto, il furgone. Ci hanno portato via tutti gli strumenti e anche cose prestate. La delusione è stata più sentimentale che economica. Erano gli strumenti con i quali abbiamo iniziato questa avventura e ne abbiamo dovuti comprare altri».

A seguire, dopo il concerto de “Lo stato sociale” suoneranno gli Ex Otago, i genovesi dalle canzoni leggere, uniche ed emozionanti, ironiche e malinconiche al contempo.

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Pubblicato il 12 luglio 2012
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