Lucia e Caterina, sorelle a cinque cerchi

Le due schiacciatrici di Albizzate a Londra 2012 per vincere il primo oro nella storia della pallavolo italiana: "Emozionate sì, ma non vediamo l'ora di iniziare". Ma per il posto in squadra ci sarà da lottare: "Tra di noi nessuna rivalità"

Due sorelle di Albizzate fianco a fianco, con la maglia azzurra, sul palcoscenico più importante del mondo: un sogno che si realizzerà a partire da sabato 28 luglio, quando l’Italia debutterà nel torneo olimpico di pallavolo contro la Repubblica Dominicana. Per entrambe è la prima Olimpiade: Lucia Bosetti a 23 anni è già una veterana della nazionale, mentre Caterina, classe 1994, è una delle più giovani debuttanti a cinque cerchi di sempre, ma rischia addirittura di soffiare il posto alla sorella maggiore. La squadra di Massimo Barbolini, vincitrice dell’ultima World Cup, è una delle favorite per l’oro, ma deve fare i conti con uno storico tabù: nessuna nazionale del volley ha mai vinto un’Olimpiade (due argenti per la maschile, nel 1996 e nel 2004) e quella femminile non è neppure mai salita sul podio. Ma nell’ultima intervista prima della partenza la voce non trema a nessuna delle due: la grinta è roba di famiglia…

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Quanto si sente l’emozione alla vigilia del viaggio a Londra? E quanto la pressione di dover vincere "per forza"?
Lucia: «Un po’ di emozione c’è, ma è quella normale che si prova prima di una grande manifestazione, nessuna ansia per il risultato. Sappiamo di essere tra le favorite e che in molti puntano su di noi: possiamo arrivare in alto, non abbiamo timori».
Caterina: «Le Olimpiadi mi emozionano, sì, nel senso che sono davvero carica e non vedo l’ora di iniziare. Le aspettative sono molte, non solo dall’esterno ma soprattutto dall’interno: vogliamo finalmente vincere questa medaglia e fare qualcosa di grande. Che si senta la pressione è giusto».

Le avversarie, però, sono tante e agguerrite…
Lucia: «A Londra ci saranno il Brasile, gli USA, la Russia, la Cina: tutte squadre di alto livello, comunque vada qualcuno di forte sarà costretto a rimanere fuori dal podio. Questo renderebbe un’eventuale vittoria ancora più bella…».
Caterina: «Dico anch’io Brasile, USA, Russia, e poi la Turchia, che sta facendo molto bene. Dovremo tenere d’occhio tutte le avversarie, se sono arrivate fin qui è perché lo meritano».

Nell’ultimo anno l’Italia è cambiata molto, passando da un deludente Europeo alla trionfale World Cup: una svolta soltanto tattica?
Lucia: «No, credo soprattutto mentale: solo dall’interno del gruppo poteva arrivare la forza per ribaltare la situazione e vincere il torneo contro squadre di grandissimo valore. Tatticamente il mio nuovo ruolo di opposto è stato un modo per scaricare dalla ricezione l’attaccante principale (Carolina Costagrande, n.d.r.) e darle più spazio: è una strada su cui si può lavorare ancora».

Per Caterina, invece, quello appena trascorso è stato l’anno della consacrazione e di una convocazione in parte inaspettata.
Caterina: «Dico la verità, finché non l’ho visto scritto non ci credevo. Ho iniziato la preparazione dicendomi: figuriamoci se mi portano alle Olimpiadi, ho solo 18 anni… Non mi sono illusa, non ho voluto creare false speranze. Ora però ci sono e sono tranquilla, so dove posso arrivare e in che modo posso aiutare la squadra».

Già, in che modo: all’orizzonte si profila persino un posto da titolare per la giovane stella della MC-Carnaghi, e comunque le due sorelle dovranno lottare tra loro per un posto in squadra. Come si vive questa situazione?
Lucia: «Io spero solo che Caterina faccia bene, se partirà da titolare e lo rimarrà fino alla fine vorrà dire che avremo vinto l’oro, quindi tanto meglio… Per me tutte le giocatrici del gruppo sono importanti».
Caterina: «Siamo tutte e due persone mature e sappiamo distinguere quello che succede in campo dalla vita privata. Non c’è nessuna rivalità tra di noi, ognuna fa del suo meglio per ottenere il suo obiettivo, che sia la vittoria o un posto nel sestetto».

Un’ultima domanda solo per la più giovane delle sorelle Bosetti: come farà a Londra senza Twitter, "vietato" agli atleti azzurri dal Coni?
Caterina: «Be’, in fondo sono contenta che non ci siano troppe distrazioni, meglio così. Farò comunque un sacco di foto, ma le terrò solo per me e la mia famiglia!».

La scheda di Lucia Bosetti

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 luglio 2012
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