Maxi evasione da 29 milioni di euro per un’agenzia immobiliare

La Guardia di finanza ha scoperto che la società di Varese aveva omesso le dichiarazioni dei redditi ed IVA per gli anni 2007 e 2008

Quasi trenta milioni di euro evasi al fisco. Protagonista di questa nuova maxi evasione una società immobiliare di Varese. A scoprire la vicenda la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Varese.
La ricostruzione delle operazioni finanziarie è risultata molto complessa. L’indagine è partita dopo l’individuazione di movimentazioni bancarie anomale e per importi consistenti sul conto corrente di una società immobiliare che si è scoperto aver omesso le dichiarazioni dei redditi ed iva per gli anni 2007 e 2008.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, al termine di una serie di controlli, hanno individuato ricavi non dichiarati per oltre 29 milioni di euro. Hanno inoltre accertato l’omessa presentazione della dichiarazione annuale iva per l’anno 2008 per oltre 5,6 milioni di euro.

L’attività ispettiva si è svolta nei primi sei mesi di quest’anno e ha riguardato questa società di Varese che si occupava di acquisti di aree agricole ed edificabili, costruzione e la successiva vendita degli immobili di proprietà, oltre alla valorizzazione dei beni immobili in genere.
Tra le difficoltà riscontrate fin da subito da parte degli agenti c’è stata l’impossibilità di consultare le scritture contabili, data la loro totale assenza, a causa di diversi passaggi di mano tra professionisti ed infine l’occultamento da parte del liquidatore dell’azienda che viveva in Svizzera ed è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Varese in violazione alla normativa penale e tributaria.
I militari hanno proceduto ad un’attenta opera di ricostruzione dell’intero volume d’affari della società, andando a ricercare clienti e fornitori con cui aveva intrattenuto rapporti commerciali.
Dall’esame della documentazione rinvenuta è emerso che l’attività effettivamente esercitata dalla società immobiliare è consistita nell’acquisto, nel dicembre 2004 e per un corrispettivo di 4 milioni di euro più iva, di un appezzamento di terreno in Parma. Qui era iniziata la costruzione di un edificio a destinazione industriale e per il quale aveva stipulato un contratto per il completamento del fabbricato.
Durante il controllo è stato accertato l’esistenza del requisito della “commercialità”, previsto dal TUIR (Testo unico imposte sui redditi). I finanziari hanno cioè accertato che l’effettiva attività esercitata dall’azienda era consistita nella costruzione dell’immobile, destinato alla rivendita ad un’altra azienda. Pertanto l’immobile era da considerarsi bene-merce.
Accertata la commercialità della società, i militari hanno proceduto alla determinazione e quantificazione dei componenti positivi e negativi di reddito.
In particolare i finanzieri hanno constatato che l’azienda ha omesso di rilevare i ricavi per la vendita dell’immobile di Parma relativi al 2008, per 28 milioni di euro più IVA, derivanti dal valore di cessione indicato nel contratto di compravendita registrato nel marzo dello stesso anno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 luglio 2012
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