Meno spese, meno tasse: a Busto arriva il Tea Party

Sull'esempio del movimento liberista americano, il movimento chiede meno Stato, meno tasse, più libertà per i privati: questa sera, mercoledì 11 luglio, la prima tappa bustocca

Meno tasse, meno Stato, più libertà: con questo motto, anche a Busto Arsizio è l’ora del Tea Party. Il gruppo italiano nato sull’esempio del movimento liberista statunitense si presenta a Busto Arsizio nella centralissima Piazza Santa Maria, al Caffè Cipriani, mercoledì 11 luglio alle 20.30. L’occasione: la presentazione del libero "Sudditi", in collaborazione con l’Istituto Bruno Leoni.

"Sudditi", il volume curato dal senatore Nicola Rossi, descrive il rapporto distorto tra Stato e Cittadino nel nostro Paese e, secondo il Tea Party, dovrebbe essere il vero punto di riferimento delle politiche di “spending review” che lo Stato e gli Enti locali stanno mettendo in atto per superare la crisi del debito sovrano. La presentazione del libro sarà anche l’occasione per celebrare il primo Tea Party Busto Arsizio, ovvero il raduno di coloro che credono nel motto “meno tasse, meno Stato, più libertà” facendo l’eco all’episodio storico della rivolta del tè dei coloni del New England contro la madrepatria inglese. Un movimento di opinione nato negli USA ma che dal 2009 si sta radicando anche in Italia e che sta toccando ad una ad una le cento città del nostro Paese. Dopo l’appuntamento dello scorso autunno a Varese, ora tocca a Busto Arsizio.

I relatori della serata, introdotti dal coordinatore di Tea Party Lombardia Alessandro Ciuti, saranno l’economista Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, e l’imprenditore varesino Franco Colombo, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Confapi. Interverranno anche il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli e il referente lombardo di “Imprese che Resistono” Massimo Mazzucchelli. Il dibattito, che sarà aperto al free speech e agli interventi del pubblico, sarà moderato da Andrea Aliverti, giornalista del quotidiano “La Provincia di Varese” e assistente alla cattedra di Etica ed Economia dell’Università Iulm di Milano

Nel rapporto fra Stato e Cittadino, secondo il Tea Party, si vede «lo spread più preoccupante fra l’Italia e i suoi principali partner occidentali»: in Italia è un rapporto profondamente distorto e non da oggi. "Sudditi" è un viaggio in un’Italia in cui lo Stato è rimasto ancora il Sovrano e i Cittadini sono rimasti, appunto, Sudditi. In cui si è perso quello che Cavour chiamava il senso della libertà. «Per uscire dalla crisi, quella di oggi ma anche quella di ieri, gli italiani devono tornare a essere Cittadini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2012
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