Palaghiaccio, via ai lavori per chiudere l’involucro

L'assessore al patrimonio Bottini assicura che il cantiere riprenderà a muoversi dal 10 agosto e che entro 90 giorni l'impresa completerà il primo lotto: "Quest'opera non resterà un'incompiuta "

Dopo la rescissione del contratto con la ditta che stava realizzando i lavori del Palaghiaccio di Beata Giuliana a Busto Arsizio e dopo una serie di interventi da parte di Provincia di Varese per mettere in sicurezza e proteggere le travature in legno della struttura, ora riparte l’intera operazione che porterà al completamento dell’opera.

Il primo lotto, per la realizzazione della copertura, segnerà la riapertura del cantiere che avverrà entro il 10 di agosto. La fase successiva contempla l’inizio dei lavori veri e propri alla copertura, che sarà eseguita nell’arco temporale di 90 giorni. Con questo tipo di operazione viene messa in totale protezione la parte più delicata della struttura caratterizzata da campate in legno. Questo ci consente di programmare al meglio i lavori restanti anche in vista della stagione autunnale e invernale. Con il tetto completato, infatti, si potrà così continuare a lavorare indipendentemente dalle precipitazioni.

Sempre durante l’estate e nel corso del mese di settembre verrà assegnato il secondo lotto di lavori, che prevede tre passaggi: completamento delle strutture in cemento armato già realizzate e rimaste incompiute; completamente dei muri esterni, così da potenziare la sicurezza della struttura, limitando il rischio di potenziali atti vandalici e eventuali intrusioni non autorizzate; impermeabilizzazione delle coperture piane e dei terrazzi, per proteggere da infiltrazioni di pioggia e neve.

Dopo di che mancherà la parte più tecnologica di tutto l’intervento, che sarà oggetto di un ulteriore approfondimento e dell’assegnazione di lotto che avverrà in autunno. «Dopo quanto successo – ha dichiarato l’Assessore al Patrimonio Gianfranco Bottini – la nostra priorità è stata quella di non fermare a lungo i lavori e di completare nel più breve tempo possibile l’intera struttura esterna. Con la chiusura dell’estate avremo così “l’involucro” completo e messo in sicurezza l’opera. Abbiamo ritenuto opportuno spiegare come si sta procedendo, poiché la Provincia, malgrado le incertezze che si stanno vivendo a livello nazionale, vuole portare a conclusione l’intervento e soprattutto smentire le voci che, forse in maniera un po’ affrettata e strumentale, hanno definito l’opera una cattedrale nel deserto e per di più destinata all’abbandono. Non è così».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 luglio 2012
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