Panettoni a Natale, la Corte dei Conti contesta il Comune virtuoso

L'ente statale ha inviato una lettera a sindaco e dirigente del settore finanziario: contestate le spese per panettoni e catering per la festa dedicata ad associazioni e società sportive. In tutto 330 euro

Si sente spesso dire che i Comuni sono in crisi e che fanno i salti mortali per far quadrare i conti. Tutto vero, ma ogni tanto la scure della Corte dei Conti cade sbagliando decisamente mira. L’esempio lampante è quello di Carnago, comune di circa 6 mila abitanti. Nell’ufficio del sindaco Maurizio Andreoli Andreoni e del dirigente del settore finanziario è arrivata una lettera della Corte dei Conti: all’interno l’avviso dell’avvio di un’istruttoria in merito ad alcune spese di rappresentanza contratte dal Comune. Nella richiesta di chiarimenti, l’ente statale chiede conto di due voci di spesa diversi. Attenzione alle cifre: 185,60 euro per una voce e 150 per l’altra. E non si tratta di viaggi in auto blu o acquisti pazzi da parte di sconsiderati assessori, ma di panettoni e vivande comprate a Natale per ringraziare i volontari delle associazioni e delle società sportive attive in paese.
 
Il primo cittadino carnaghese allarga le braccia e commenta: «Non siamo soliti comparire suigiornali, ma stavolta non possiamo esimerci – spiega -. Abbiamo fatto di tutto per stringere i cordoni della borsa e rispettare il patto di stabilità e i vincoli di spesa imposti a noi come agli altri comuni d’Italia. La cosa che ci lascia senza parole è che proprio a noi vengano a fare le pulci per una spesa minima, sostenuta non per capriccio, ma per ringraziare chi offre un servizio vero al paese. Oltretutto i panettoni li hanno acquistati alcuni dipendenti del Comune fuori dall’orario di lavoro e a titolo completamente gratuito». A Carnago le spese di rappresentanza sono state ridotte dai 15697 mila euro spesi nel 2009, ai circa 900 euro del 2010 fino ai 664 del 2011 (per legge sarebbero 3139 gli euro spendibili da Carnago per spese di rappresentanza in ottemperanza a vincolo all’art. 6, c.8, del D.L. 78/2010, ndr): «Abbiamo un bilancio di oltre 5 milioni di euro e non abbiamo mai sforato il patto di stabilità. Ho addirittura ridotto i dirigenti da 4 a 3, mentre comuni vicini ne hanno il doppio o più (Gazzada Schianno ad esempio ne ha 7, ndr) – commenta il sindaco -. Io mi sono dimezzato l’indennità per risparmiare. Tutto ciò a fronte di un’istruttoria che secondo me costerà più delle spese contestate. È un’assurdità dettata dalle politiche dei tagli lineari. Con quello che c’è in giro in Italia, che si vadano a fare le pulci per un po’ di panettoni e un rinfresco offerto a pochi volontari appare paradossale. Non mando nemmeno più gli auguri di Natale via lettera, ma faccio tutto via mail: non credo di essere un sindaco spendaccione». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 luglio 2012
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