Pietro, in handbike sul Cammino di Santiago

Il sommese Pietro Scidurlo è in carrozzina dalla nascita, il 20 agosto parte per la Spagna: percorrerà 80km al giorno a forza di braccia. E intanto pensa ad una speciale guida al Cammino

Pietro Scidurlo ha 33 anni, è in sedia a rotelle dalla nascita, ha vissuto tanti ricoveri in ospedale, ha un lavoro a Malpensa e ora sta per realizzare il suo sogno: percorrere il cammino di Santiago sulla handbike, la bicicletta spinta a forza di braccia. «Parto sentendomi come una spugna, lungo la strada assorbo acqua e anche detriti, alla fine mi piacerebbe poterla depurare e far uscire acqua pulita da dare da bere ad altri»: è una delle frasi che Pietro usa per raccontare il progetto, lo spirito con cui si mette sul cammino. Nelle sue intenzioni infatti c’è l’idea di costruire una vera e propria guida per permettere a chi è disabile di preparare il viaggio lungo la storica via di pellegrinaggio spagnola, dai Pirenei al confine con la Francia fino a Santiago de Compostela.

Pietro partirà il 20 agosto per Saint Jean Pied de Port, punto di partenza del cammino (in Francia, a pochi chilometri dal confine), ma il suo Cammino è iniziato da molti anni, quelli necessari a preparare il viaggio. «Mia sorella mi diede un libro sul Cammino di Santiago mentre ero ricoverato in ospedale per mesi, quattro-cinque anni fa» racconta. Nel tempo si è documentato, ha scelto come mezzo l’handbike (nella foto, d’archivio), ha scoperto metodi di allenamento nuovi come il cracking (lo "spinino per le braccia"), grazie agli amici della palestra Gymnasium di Parabiago. Con lui, in viaggio, ci saranno tre amici: «Massimo Grasso che mi ha aiutato nella preparazione fisica, Aniello Flauto per la parte spirituale e il mio babbo Bartolomeo che guiderà il furgone. Ma il viaggio per andare e tornare è lungo e sto cercando un’altra persona che si alterni alla guida». Oltre agli amici, Pietro Scidurlo ha trovato anche l’appoggio dell’amministrazione comunale di Somma e di Silvio Pezzotta, patron del Velo Club Sommese: «Per ora gli diamo un patrocinio, sperando di poter dare anche n contributo economico, modesto o significativo vedremo di trovarlo nelle pieghe del bilancio» spiega il sindaco Guido Colombo, affiancato dall’assessore alle politiche sociali Claudia Colombo. Quanto a Pezzotta, il suo team vuole mettersi a disposizione per l’assistenza tecnica e per le assicurazioni.

Pietro lavora come informatico in una società internazionale di logistica, a Malpensa, le sue ferie finiranno il 10 settembre. Parte con l’idea di affrontare un pezzo del percorso: «Conto di fare 80 km al giorno, salite comprese. So che sarà difficile, ho paura delle salite, mi hanno detto di non preoccuparmi della preparazione fisica ma più di quella mentale: se c’è la concentrazione». Il suo impegno non è però solo quello forte e coraggioso di un uomo alla prova con se stesso: attraverso il suo blog – in preparazione – racconterà in diretta il viaggio sul Cammino, mentre in futuro ha l’intenzione di mettere a disposizione la sua esperienza, creando una vera e propria guida del Cammino (anzi: in prospettiva, una guida dei diversi Cammini di Santiago e magari anche della via Francigena). «Internet sorgente di tutto incredibilmente non dà informazioni su questo, voglio mettere a disposizione l’esperienza che sto facendo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 luglio 2012
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.