Sanità, cambiano le regole per l’accreditamento di Fondazioni e Irccs

Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità Luciano Bresciani. Regole più stringenti sul bilancio e certificazione antimafia se si vorrà essere accreditati al servizio regionale

Cambiano le regole e i requisiti necessari alla stipula dei contratti tra il Servizio Sanitario Regionale e le strutture private accreditate lombarde.
Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Luciano Bresciani. «In assenza di un intervento delle norme nazionali che ci dia competenze più ampie come chiediamo da tempo per poter controllare anche le Fondazioni e gli IRCCS – ha spiegato il presidente Roberto Formigoni in conferenza stampa – ci siamo auto-attribuiti poteri di verifica e controllo; speriamo che il Governo non impugni questo nostro provvedimento che è al limite delle nostre competenze».

«Bisogna ricordare – ha aggiunto Formigoni – che la Regione non ha mai potuto esercitare controlli su Fondazione e IRCCS che invece competono a Ministero della Salute, Prefetture e Collegi sindacali».

LE NUOVE REGOLE – A partire dal 2013 per poter stipulare i contratti sarà necessario che tutte le strutture sanitarie trasmettano la certificazione antimafia relativa non solo al soggetto gestore ma anche alla proprietà. Viene inoltre introdotto l’obbligo per i soggetti privati accreditati e a
contratto, comprese fondazioni ed enti no profit, di trasmettere alle Asl ogni anno per le relative verifiche, prima della firma dei contratti di valore superiore a 800.000 euro, una relazione
sul bilancio delle singole strutture e sul bilancio consolidato della proprietà redatta da una primaria società di revisione contabile o, per le fondazioni e i soggetti no profit, dal collegio sindacale con funzioni di società di revisione.

La documentazione prodotta dovrà contenere:
– l’attestazione della regolarità della continuità gestionale e finanziaria a garanzia dell’affidabilità della struttura e dell’eventuale gruppo di appartenenza;
– la dichiarazione del legale rappresentante di essere in regola con gli obblighi previdenziali;
– una relazione dell’organismo di vigilanza, previsto dalla d.lgs. 231/2001 (in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche), volta a verificare l’efficacia e la corretta applicazione del Modello Organizzativo.

Sarà compito delle Asl verificare la corretta tempistica di trasmissione e la regolarità dei documenti delle strutture sanitarie e applicare le relative diffide, messe in mora o sanzioni (fino alla sospensione o alla revoca del contratto) a seconda dei casi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 luglio 2012
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