Servizio idrico integrato, una risoluzione per accelerare i tempi

La commissione agricoltura ha approvato un documento che impegna la Giunta ad intervenire, per le parti di competenza, sugli aspetti del Servizio Idrico Integrato attualmente non disciplinati.

La Commissione Agricoltura, presieduta da Mauro Parolini (Pdl), ha votato all’unanimità una risoluzione (relatore Dario Bianchi, Lega Nord) che impegna la Giunta ad intervenire, per le parti di competenza, sugli aspetti del Servizio Idrico Integrato attualmente non disciplinati.
Il documento verrà portato in Consiglio regionale alla prima seduta utile per la sua approvazione definitiva.

L’atto, che ha origine da un ordine del giorno presentato da Fabrizio Santantonio (Pd) durante la recente Sessione di Bilancio in Consiglio regionale e in quell’occasione ritirato proprio per consentire la stesura di questa Risoluzione, chiede che quegli Uffici d’Ambito territoriali che non hanno ancora provveduto all’adozione o alla revisione dei propri Piani, lo facciano entro il 31 dicembre 2012. Il documento chiede inoltre un sollecito intervento presso il Governo “per sottrarre Enti locali e società in house al vincolo del Patto di stabilità per la realizzazione delle opere infrastrutturali”, in conformità con la direttiva Cee; di intervenire “con particolare urgenza” presso Province, Comuni e Uffici d’Ambito che risultano “in più grave ritardo”; a comunicare le rilevazioni in corso con Finlombarda sulle caratteristiche economico-finanziarie delle aziende operanti in Lombardia per la gestione del Servizio Idrico Integrato.

Con l’approvazione da parte del Consiglio regionale della legge n.21 del dicembre 2010, dall’1 gennaio 2011 le funzioni esercitate dalle Autorità d’Ambito (di norma in Lombardia costituite in forma di consorzio dei comuni d’ambito) sono state trasferite alle Province e al Comune di Milano per quanto riguarda l’ATO Città di Milano. A loro competono quindi tutte le funzioni in materia di programmazione, affidamento e controllo del servizio idrico integrato, inclusi tra l’altro la scelta del modello gestionale e l’affidamento della gestione, l’aggiornamento del Piano d’Ambito, la determinazione delle tariffe, la vigilanza sul servizio.

Alla data del 31 dicembre 2011 – secondo la relazione sull’attuazione delle leggi regionali presentata dalla Giunta e illustrata questa mattina alla Commissione Agricoltura da Dario Bianchi (Ln) – risultavano costituiti gli Uffici d’Ambito di Bergamo, Brescia, Cremona, Monza e Brianza, Pavia e Varese. In corso le procedure di costituzione per Lecco e Mantova. Non costituiti quelli di Como, Lodi, Milano provincia e Sondrio. Sempre al 31 dicembre 2011 risultavano mai approvati i Piani d’Ambito di Sondrio e Varese, revisionato quello di Brescia e aggiornato quello di Milano Città. Risultano procedere con piani d’ambito approvati nel tempo Bergamo (2004), Lecco (2010), Lodi (2006), Mantova (2004), Milano provincia e Monza Brianza (2005), Pavia (2008).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 luglio 2012
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