Ubi annuncia il taglio di 1500 lavoratori

La crisi impone un drastico tagli al gruppo in cui sono confluite Credito Varesino e Banca Popolare di Luino e Varese. In tutto, 115 milioni di euro di tagli

Anche per Ubi è crisi nera. Il gruppo bancario bergamasco in cui sono andati aconfluire Credito Varesino e Banca Popolare di Luino e Varese è costretto anch’esso alla revisione dei conti.
Ieri si è tenuto a Bergamo l’incontro tra lavoratori e massimi vertici aziendali del gruppo Ubi.
Anche il Gruppo Ubi, così come fatto dagli altri gruppi nelle settimane scorse, ha deliberato una drastica riduzione dei costi, che prevede il  taglio di 115 milioni a regimecirca l’8% dell’intero ammontare delle spese per il personale – la riduzione di organici per 1.500 unità full time e la chiusura o cessione di 44 sportelli. Il Piano prevede poi anche una revisione dell’organizzazione dei modelli e organizzativa, con interazione più snella con le Banche Rete.

Le parole dell’amministratore delegato Massiah ai lavoratori hanno lasciato però spazio a pochi dubbi: «Nella consapevolezza di questa difficile situazione, dobbiamo trovare soluzioni creative per evitare il rischio di aumentare la disoccupazione».

Il Gruppo UBI presenterà a fine agosto l’informativa dettagliata degli interventi: dopo di che partirà la procedura con le organizzazioni sindacali, prevista per legge, di 50 giorni. La posizione unitaria espressa dalle sigle sindacali è stata chiara: «La crisi non può gravare solo sui lavoratori ma deve toccare tutti con equità e trasparenza – spiega il sindacato FaBi, uno dei più attivi sulla questione – Chi rappresenta le cariche più alte deve dare l’esempio, se così non fosse il dialogo sarebbe impossibile».

A settembre poi, quando l’azienda presenterà il dettaglio dell’informativa sindacale, verranno organizzate assemblee dei lavoratori per valutare come affrontare questa difficile situazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 luglio 2012
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