Una band che ha voglia di “gridare”: ecco i “The Blue Wild Wave”

La band è nata nel 2011 da quattro ragazzi con la passione per la musica. Dopo l'uscita del loro singolo "Nevermind The Romance" ci raccontano i progetti per il futuro

Vengono da Castronno, i quattro giovani che formano i "The Blue Wild Wave": Giada Gallone (cantante), Leonardo Ciceri (chitarrista), Maxime Le Lijour (bassista) e Marco Verduci (batterista). Formato nel 2011, questo gruppo pop, funk e blues, cerca ogni occasione per «far qualcosa di diverso, cercando di divertirci e magari lasciando la nostra impronta», sfruttando la loro voglia di suonare e «la voglia di gridare qualcosa». Grazie al talento della cantante e la tecnica dei musicisti, questo gruppo ha creato un mix di generi che sfrutta le migliori abilità di ogni componente per dar vita a qualcosa di diverso cercando di «differenziarsi dai soliti gruppi che alla fine fanno anche canzoni che si assomigliano tutte fra loro», e perchè no, lanciare una nuova onda musicale. Dopo l’uscita del loro singolo "Nevermind The Romance" ci raccontano ciò che hanno in mente.

Prima di tutto, da dove venite?
"Siamo un gruppo che si è originato a Castronno (VA), più precisamente a Sant’Alessandro, e veniamo tutti dalla Provincia di Varese."

Come vi siete conosciuti?
Giada: "Quando io (Giada) e Leonardo ci siamo conosciuti esisteva già un gruppo chiamato Climbo in cui poi è arrivato Maxime come bassista sostitutivo. Dai Climbo è nata questa band in cui poi si è venuto a sottrarre il primo batterista ed è subentrato Marco che sia io che Leo conoscevamo già per dei progetti fatti con lui a scuola”.

Cosa vi ha portato a formare un gruppo musicale?
Marco: "Beh la voglia di suonare."
Giada: "In realtà Leonardo e Maxime avevano intenzione di suonare a una festa del paese e mi hanno chiesto di suonare con loro per quella sera. L’idea ci è sembrata buona e abbiamo continuato”.
Leonardo: "Nasce dal voler far qualcosa di diverso, cercare di divertirsi e magari lasciare la nostra impronta."
Marco: "Come mia motivazione posso dire che a un certo punto ho ricevuto una chiamata che mi chiedeva se volevo provare e conoscendo già il loro EP, e amando i pezzi, ho pensato che potesse nascere qualcosa di concreto, e poi il fatto che conoscevo Giada ha aiutato."

Da cosa deriva il nome?

Maxime: "All’inizio avevamo cambiato nome dei "Climbo" in "Red Wave", e per fare il contrasto tra i due gruppi abbiamo pensato di chiamarci "Blues Wave" visto anche che abbiamo iniziato facendo Blues con la nostra canzone "Dust In The Wind", che poi si è storpiato in "Blue Wave"."
Giada: "Poi secondo me per far capire ancora di più come fosse ondulato questo nome e di grinta abbiamo aggiunto Wild cioè selvaggio, ed è venuto fuori "The Blue Wild Wave"."

Coma mai avete scelto questo genere?
Leonardo: "Abbiamo scelto questo genere, che alla fine non è un vero genere perchè è un mix tra una serie di esigenze e influenze dei vari componenti del gruppo che possono passare dal Funk al Blues al Pop al Lirico, e tutto questo per poter esprimere qualcosa di diverso differenziandoci dai soliti gruppi che alla fine fanno anche canzoni che si assomigliano tutte fra loro, o almeno questa è la scusa."

Che difficoltà avete trovato nel vostro percorso?
Leonardo: "Di sicuro la scuola."
Giada: "Si, infatti io non mi sono potuta presentare alle prove per qualche mese a causa degli esami di maturità."
Maxime: "Anche il fatto che io finisco le lezioni alle 16.15 non è stato per niente d’aiuto."

Quali sono i vostri traguardi e le vostre ambizioni?

Leo: "Il mio traguardo è riuscire a divertirmi."
Marco: "Divertirsi per se stessi e poi anche cercare di comunicare qualcosa alla gente e anche fare in modo che quando qualcuno ascolta le tue canzoni puo provare emozioni."

In che modo cercherete di raggiungerli?
Giada: "Abbiamo creato un gruppo facebook, e pensavamo di creare anche un sito e fare altre pagine su altri social networks in modo da pubblicizzarci, e poi proporsi ai vari locali in modo da non suonare solo in sala prove."

Dopo il single "Nevermind The Romance" avete qualcos’altro in mente?

Giada: "Abbiamo altre canzoni da incidere, e ora che Leonardo ha aperto un piccolo studio di incisione potremo fare tutto senza problemi, e magari scrivere anche qualche altro pezzo o fare anche delle cover ribaltando il genere e lo stile secondo le nostre esigenze."

Generalmente, qual è la vostra fonte di ispirazione per scrivere i vostri pezzi?
Leonardo: "I momenti belli e momenti brutti."
Marco: "La voglia di gridare qualcosa."

Estate vuol dire lives e concorsi, pensate di organizzare qualcosa?
Leonardo: "Siamo alla ricerca di locali in cui possiamo esibirci, farci conoscere e in cui possiamo interagire col pubblico, che non è cosa da poco."
Maxime: "Avendo fatto una pausa per lungo tempo dovremo ritrovarci, ma per fine agosto/inizio luglio potremmo provare a partecipare anche a qualche concorso."
Marco: "Anche i matrimoni non sarebbero male."

Cosa ne pensate delle occasioni di suonare presenti a Varese e Provincia?
Giada: "Il difficile è trovarle ma spesso comportano delle belle esperienze e aiutano a formarsi."

Secondo voi, da quando suonate assieme, siete cresciuti musicalmente o non è cambiato nulla?
Leonardo: "Si tantissimo, ma alla fin della fiera si cresce sempre coi gruppi."
Maxime: "Si, abbiamo scoperto cose nuove e fatto cose che normalmente non avremmo mai fatto, o almeno, io parlo per me e so di essere migliorato molto con questo gruppo."
Marco: "Io conoscendo Maxime e Leonardo ho aperto i miei confini musicali, per esempio prima di conoscerli non avrei mai pensato di suonare cosi tanto punk."

Visto che il vostro genere è un po un miscuglio, un genere che non suonereste mai?
Giada: "Hard Rock."
Leonardo: "Grunge."
Maxime e Marco: "Death Metal, Metalcore e vari."

Qual’è invece il genere che suonate di più individualmente?
Marco: "Punk."
Leonardo: "Classico."
Maxime: "Punk."
Giada: "Lirico."

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 luglio 2012
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