Unione Popolare: “Il referendum è valido, ecco perché”

Unione Popolare raccoglierà nuovamente le firme per il referendum abrogativo a ottobre, così da essere sicuri – spiega la coordinatrice Maria di Prato – che non ci siano problemi con le regole

Dopo la pubblicazione dell’articolo che parla della raccolta firme per due referendum abrogativi e una proposta di legge popolare, alcuni lettori hanno sottolineato che, in base alle leggi vigenti, tale raccolta potrebbe risultare inutile. Il problema, in parte, esiste, ma secondo Unione Popolare c’è anche la soluzione.

Come funziona un referendum abrogativo popolare – Per la presentazione di un referendum abrogativo è necessario raccogliere 500 mila firme in tre mesi, e depositarle alla corte di Cassazione solamente nel periodo dell’anno che va dal primo gennaio al 30 settembre. Dopo tre mesi dalla raccolta, le firme non possono più essere utilizzate. Non è possibile depositare la richiesta di un referendum nell’anno che precede la scadenza di una delle due Camere del Parlamento.
Quest’ultimo punto è oggetto di critica nei confronti del comitato promotore, poiché nel 2013 si
terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Esiste inoltre il rischio che l’abrogazione crei un vuoto legislativo: in questo caso la Corte costituzionale respingerebbe la richiesta.

La soluzione di Unione Popolare – Maria di Prato, coordinatrice nazionale di Unione Popolare e portavoce del comitato per il referendum, ha caricato un video sul gruppo Facebook della campagna referendaria nel quale spiega che il referendum è valido. Secondo di Prato, la legge 375, che regola l’attuazione del referendum, contiene diverse lacune e pertanto è da ritenersi incostituzionale.
Questo è il motivo per cui Unione Popolare ha deciso di continuare la raccolta delle firme.
Per avere la sicurezza che l’iniziativa non vada a perdersi, Unione Popolare intende raccogliere
nuovamente le firme anche in una tornata a ottobre 2012, dopo aver consegnato in Cassazione quelle raccolte in questa tornata a metà agosto. Le firme che verranno raccolte tra ottobre e la fine dell’anno saranno poi consegnate in Cassazione il 1° gennaio 2013. Da quella data è infatti possibile depositare le firme, in virtù di due sentenze emesse dal comitato centrale per il referendum della Corte di Cassazione che stabiliscono che l’anno che precede la scadenza di una delle due Camere del Parlamento non è quello di 365 giorni ma quello solare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 luglio 2012
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