Varese-Como il derby per il rettorato dell’Insubria

Le candidature per la successione a Renzo Dionigi sono aperte

Si sottolinea, quando l’ occasione ha particolarità specifiche, l’inutilità, la goffaggine di un esercizio che peraltro ha una sua attrattiva: insegnare ai gatti come ci si arrampica.
La giovane Università dell’Insubria è a una svolta avvicinandosi il suo quindicesimo anno di buon cammino compiuto con le sue gambe da quando ha conquistato l’autonomia dall’alma mater pavese.
La svolta è rappresentata dal ritiro dall’attività istituzionale del rettore Dionigi. iI papà dell’ateneo ha fatto un lavoro eccellente: di questi tempi, invitato a incontri pubblici e privati per un bilancio delle attività e delle responsabilità delle quali si è fatto carico, raccoglie consensi davvero meritati. Del resto sono le cifre stesse a evidenziare i passi compiuti dall’Insubria e a ricordarci il ruolo e il posizionamento conquistati in ambito territoriale e cittadino.
Sono traguardi raggiunti in un ambiente conservatore o meglio passatista, dove il nuovo viene accompagnato spesso e volentieri da sguardi non convinti e da nasi arricciati. Sono grandi i traguardi che hanno migliorato situazioni e rapporti, ma non abbiamo ancora realizzato quei legami con l’ateneo come, e sono storici, esistono in città anche meno importanti e potenti della nostra.
Ci si arriverà, ne sono convinto, quando il territorio, le comunità tutte, si renderanno conto che l’Insubria è un valore aggiunto per le loro attività, che essa è pure una realtà aziendale che contribuisce alla formazione di diecimila giovani,ovvero le future classi dirigenti.
L’Università, qui da noi come in tutto il Paese, è un centro di potere gelosissimo della sua autonomia: ed è legittimo pretendere trasparenza e democrazia, è utopia pensare di entrare e magari comandare, azionare o condizionare i meccanismi più o meno noti, di quella che è una torre d’acciaio o d’avorio, dove la fraternità tra i potenti non ha bisogno di spinte o carburanti ideologici.
Una fraternità che conosce anche sfide intestine che però non debordano, non si riversano oltre precisi confini.
Fare oggi pronostici sulla svolta della nostra giovane Insubria è dunque difficile, come sarebbe fuori luogo tifare per un candidato al posto di rettore piuttosto che per un altro.
I cronisti, ma certamente non saranno tutti d’accordo, possono fare piccoli, personali auspici. Io spero per esempio che nel consiglio di amministrazione o nella redazione di Varesenews si continui a non fare posto a un rappresentante dell’ateneo: così, davanti alla pubblicazione di una notizia “scomoda”, il destinatario della stessa, un docente, non penserà mai male. Come invece sembra sia già accaduto all’ombra del Sacro Monte.
A titolo di curiosità cito una situazione che riguarda i candidati alla successione di Renzo Dionigi : dal momento che la facoltà di medicina e chirurgia si presenta non interessata alla carica di rettore per evitare una monopolizzazione della poltrona numero uno, ne consegue che gli aspiranti siano di altri indirizzi di studio.
Sono persone degnissime alle quali i colleghi sostenitori fanno però incosciamente vivere il derby Varese-Como, dove noi in ateneo abbiamo fatto la parte del leone grazie a Dionigi. Che però a ogni elezione veniva ampiamente votato dai comaschi.
Anche se Varese ha dei candidati di ferro e la rinuncia per loro sarebbe dolorosa, tenere in cantina l’eccellente espressione accademica lariana potrebbe rivelarsi, a lungo termine, un errore non insignificante. È una vicenda interessante, che seguirò con il tranquillo distacco di sempre da un mondo dove non ci sono gatti a cui dare lezioni, ma tigri, pantere, leopardi, giaguari.
Insomma in assoluto il meglio dei micioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 luglio 2012
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