Varese esempio per l’Italia all’assemblea della Coldiretti

Apprezzati i mercati periodici con gli agricoltori di Campagna Amica. Fiori e Renzoni: «Burocrazia e i troppi limiti attualmente imposti rischiano di minare la competitività»

«Il lavoro degli agricoltori di Coldiretti anticipa per il nostro Paese quei tempi migliori che tutti attendiamo». Sono parole che disegnano un quadro della situazione reale quelle con cui monsignor Mariano Crociata, segretario della Cei, conclude il suo intervento di saluto all’Assemblea Nazionale di Coldiretti di ieri, giovedì 5 luglio, a Roma.
Il suo è uno dei molti, autorevoli, messaggi che hanno anticipato la sessione assembleare, tra cui quelli – letti in apertura – del presidente della Repubblica Napolitano e del Papa Benedetto XVI.
Una Coldiretti che rappresenta “l’Italia che fa l’Italia”, «nazione che può tornare ad essere d’esempio anche dal punto di vista economico, superando grazie all’agricoltura e alle risorse della terra l’attuale fase di congiuntura» sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori, che ieri mattina ha guidato con il direttore Francesco Renzoni ed il vice Massimo Ceruti la folta delegazione di imprenditori agricoli prealpini, presenti al Palalottomatica insieme ad oltre 15.000 “berretti gialli” giunti da ogni angolo d’Italia.
Significativa – a sottolineare il senso stesso e il valore dell’agricoltura italiana rappresentata da Coldiretti – è stata la presenza e l’intervento all’assemblea dei ministri Corrado Passera (sviluppo economico) e Mario Catania (agricoltura).

L’assemblea di Coldiretti ha evidenziato i grandi successi dei progetti “per una Filiera Agricola tutta Italiana” e di “Campagna Amica”, particolarmente evidenti in provincia di Varese dove, negli ultimi mesi, è cresciuto il numero dei Punti di Campagna Amica, degli Agrimercati e dove è stata aperta la prima Bottega del territorio provinciale prealpino: «E in questo – sottolineano i vertici della Coldiretti provinciale – Varese può essere considerata una città d’esempio, dove ogni settimana si tengono ben tre mercati periodici con gli agricoltori di Campagna Amica».
 «Un’agricoltura – come sottolineano Fiori e Renzoni – che va però lasciata lavorare: il peso della burocrazia e i troppi limiti attualmente imposti rischiano di minare la competitività di un settore chiave per la ripresa e frenare l’operatività delle imprese. Un rischio che sentiamo ancor di più nelle nostre province di confine, naturalmente proiettate verso l’Europa».
Concetti ribaditi dallo stesso presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini: «Nell’ultima legislatura, che ha visto addirittura nascere un Ministero per la semplificazione, sono entrati in vigore adempimenti burocratici che hanno provocato la scomparsa del 10 per cento della produzione italiana di vini Doc, il simbolo del Made in Italy nel mondo. L’inefficacia della politica si traduce anche in una ridotta qualità dell’attività legislativa che spesso rimanda a provvedimenti amministrativi che alimentano una tecnocrazia fine a se stessa che mette a rischio la competitività delle imprese».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2012
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