Vent’anni fa la strage di via D’Amelio. L’Italia ricorda Borsellino

Il 19 luglio del '92 un'altra bomba, dopo quella di Capaci iche uccise Falcone, colpì il giudice allora 52enne insieme alla sua scorta. Per l'Italia inizia il periodo buio delle stragi mafiose, sul quale ancora si cerca di fare luce

Paolo Borsellino, in quei giorni di dolore per la scomparsa del collega e amico Giovanni Falcone, si sentiva ormai un uomo solo che percorre l’ultimo miglio verso una sentenza già scritta. Nonostante quella sensazione, aveva continuato coraggiosamente a portare avanti il lavoro iniziato con Giovanni senza fermarsi un momento, tranne quella mattina del 19 luglio 1992, quando giunse a casa della madre per portarla dal medico. Non ci fu il tempo perchè i boia di cosa nostra avevano già preparato tutto e mancava solo un bottone da schiacciare, quello che ha innescato l’ordigno che ha fatto saltare il magistrato insieme a tutta la sua scorta composta da  Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Si salvò solo Antonino Vullo. 

A vent’anni da quella strage, la seconda nel giro di pochi mesi,  sono ancora molti i misteri che avvolgono i fatti di via D’Amelio così come le bombe che dopo qualche mese cominciarono a scoppiare nel continente, la strategia stragista della mafia siciliana che culminerà con la trattativa Stato-mafia, oggi oggetto di indagine da parte della Procura di Palermo, la stessa che fu di Falcone e Borsellino e che divenne la spina più dolorosa nel fianco dei vari Riina e Provenzano, potentissimi capi-mafia in grado di poter dettare le condizioni alla politica e all’economia. Nel frattempo non si è ancora scoperto chi, quel giorno, ha premuto il bottone perchè a Paolo Borsellino non si è riusciti nemmeno a dare una sentenza certa con i nomi giusti di chi ha preparato e messo in atto quell’orribile teatro di morte. 

Tre, ad oggi, i processi dedicati alla strage di via D’Amelio, molte le condanne inflitte basate sulle parole di Vincenzo Scarantino prima e di Ferrante poi, tante le versioni e le ritrattazioni mentre è in atto ancora un quarto troncone per accertare quali fossero i mandanti occulti di quella strage. Quest’ultimo procedimento si interseca con quello che riguarda la trattativa Stato-mafia.

Oggi è il giorno del ricordo. Palermo alle 16.58 si fermerà per ricordare il giudice Paolo Borsellino con un minuto di silenzio, presidi, fiaccolate, per celebrare uno degli eroi di questo Paese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 luglio 2012
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