Al ciellino Bravi chiediamo anche amore per la verità

Pier Fausto Vedani commenta il cambio della guardia alla direzione dell'ospedale d Circolo. «Dopo la mitica era Trombetta, Bergamaschi può essere certamente il primo perché ha sbagliato di meno ed è stato più diplomatico dell’eccezionale e irruente Lucchina»

Il passo d’addio di Walter Bergamaschi (a destra nella foto), dal 1 settembre direttore generale di Niguarda, è stato preceduto da un documento di un padre nobile di Medicina e Chirurgia dell’Insubria. Un’esternazione di rara efficacia e intelligenza in relazione agli obiettivi che si prefiggeva: vi troviamo la celebrazione di un manager che bene ha operato al "Circolo" pur essendo un esordiente nel ruolo, inoltre più considerazioni che formalmente possono ricordare il taglio di un pamphlet nei confronti del sistema, quello accademico compreso. Non si può non essere d’accordo in linea di massima, la mia personalissima obiezione riguarda il giudizio su Walter Bergamaschi. Dirigente di grande profilo, in una ipotetica classifica di coloro che hanno gestito il "Circolo " dopo la mitica era Trombetta, può essere certamente il primo perché ha sbagliato di meno ed è stato più diplomatico dell’eccezionale e irruente Lucchina.
L’inattesa sua promozione ha un aspetto consolatorio: a Milano egli sì avrà problemi non da poco, ma non avrà a che fare con l’Università. Un sollievo notevole, è una mia personalissima opinione, ripensando ad alcuni capricci accademici di casa nostra, alla soavità con la quale gatte, furiose, da pelare gli sono state appioppate. Infatti sacerdoti del tempio della cultura perseguono da sempre il mito di una infallibilità, di una perfezione che non è degli umani. E non vi rinunciano mai. Se c’è un errore disquisiscono, al minimo spiraglio se ne possono fare carico altri.
È stato brevissimo il mio incontro con il nuovo dg, dottor Callisto Bravi (a sinistra nella foto). È durato il tempo di dirgli che Varese da sempre è molto attenta alle vicende ospedaliere e considera in qualche modo "suo" il Circolo. Un sentire rispettato pure oggi dai mass media.
Anche con sdegno ideologico o con preoccupazione politica è stato visto l’arrivo di un dirigente ciellino come è Bravi.
Quando a Palazzo Lombardia di Milano la maggioranza sarà diventata diversa, avremo arrivi diversi.
A me sembra che, in passato e ancora oggi , a Varese politici di genuina estrazione culturale e religiosa targata CL siano stati e siano all’altezza della situazione, dal sindaco Pippo Gibilisco a Raffaele Cattaneo. E l’attuale presunto dominio della "setta" nel nostro ospedale non ha di sicuro la forza del numero dei suoi medici, davvero esiguo a fronte degli oltre quattrocento che vi lavorano. Contano altri livelli, compreso quello dei direttori generali, dove si può non essere faziosi e farsi rispettare con il lavoro, come ha fatto Bergamaschi.
La media della professionalità dei nostri sanitari è molto alta, i rapporti anche tra ospedalieri e universitari sono ottimi, non tutti possono diventare primari, per di più oggi ai medici dirigenti vengono chieste capacità manageriali che magari non sono nelle corde di chi eccelle. È comunque un corpo medico che merita attenzione, rispetto e possibilità di crescere.
Buon lavoro allora a Callisto Bravi, collaudato gestore a Milano, a Varese atteso al confronto con un passato e un presente di profilo. Se poi nell’impegno ci mette un pizzico di grinta e di amore per la verità alla nazarena non disturba. Nemmeno chi non va in chiesa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 agosto 2012
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