“Alla Regione l’ultima parola. E la nostra provincia non sarà abolita”

Confronto sul futuro delle amministrazioni provinciali tra Dario Galli e Mario Aspesi alla festa del Pd alla Schiranna

«È la seconda volta che vengo qui. E oggi è per discutere di un tema che mi sta veramente a cuore». Alla Schiranna di Varese, è arrivato quest’anno anche il leghista Dario Galli. Il titolare di Villa Recalcati ha accettato l’invito nella residenza estiva del Pd provinciale per un confronto sulla cosidetta spending review, ovvero l’insieme dei tagli alla spesa pubblica disposti dal governo guidato da Mario Monti. L’appuntamento era in programma ieri sera, venerdì 10 agosto, per un faccia a faccia con il consigliere provinciale del Partito Democratico, Mario Aspesi, già suo avversario alle ultime elezioni provinciali. L’incontro è stato moderato dal giornalista del quotidiano La Provincia di Varese, Federico Delpiano. «Non basta tagliare le spese – ha commetato Galli che si è sempre dichiarato contrario all’abolizione delle province -, bisogna anche vedere i numeri. Io vorrei avere ben chiaro quanto si risparmia grazie a un singolo taglio. E invece questo non si sa e il governo non lo dice. Le mie perplessità sono dovute anche al fatto che la provincia è il principale soggetto di livello intermedio tra i comuni, le regioni e lo stato. Un ruolo che può essere rivisto ma non abolito».

La ragione di esistere di ogni singola provincia, per il politico leghista, andrebbe valutata caso per caso e non con criteri standard. «Varese ha delle caratteristiche uniche. E poi è un ente virtuoso: costa ad ogni cittadino la metà della media nazionale e ha un bilancio che non raggiunge i 100 milioni di euro. Andrebbe presa a modello per gli enti che spendono tre volte tanto. Non dobbiamo dimenticare che eroga una serie di servizi che altrimenti non potrebbero essere garantiti dai comuni e tantomeno dal governo centrale. La provincia ha inoltre una responsabilità diretta nei confronti dei suoi cittadini, è più vicina fisicamente ed è individuabile. Più ci si allontana da chi ha una necessità più viene meno il senso di responsabilità di chi deve dare le risposte e di conseguenza il potere di controllo sulla politica da parte dei cittadini».

Il cambiamento è invece l’unica strada possibile secondo Mario Aspesi: «Le province intese come sono oggi non hanno più logica. Occorre dare a questi enti dei nuovi contenuti, dovranno rispondere a funzioni precise e concrete come gestire l’acqua, istruzione, i rifiuti. Dovranno essere proiettate verso il futuro, dare una visione e degli indirizzi e non essere ancorate al passato». Anche le misure di revisione della spesa pubblica sono per il politico del Pd un passo necessario: «Questo governo sta cercando di fare quello che gli italiani non vogliono e non hanno avuto il coraggio di fare in passato, vale a dire le riforme. Ma sono necessarie ed è per questo che il nostro partito lo sostiene». E che ne sarà della provincia di Varese? Ancora non è chiaro anche se entrambi i politici sembrano propendere per il "salvataggio". «Questo perché – hanno ricordato – l’ultima parola sul riassetto dovrebbe essere della Regione Lombardia. In questo caso ci aspettiamo una scelta di buon senso. E Varese non è certo da inserire tra quelle che si possono eliminare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 agosto 2012
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