Bistecche da “stampare” per risolvere la fame nel mondo

Un miliardario statunitense finanzia uno studio per sviluppare nuove tecnologie per realizzare la produzione di carne attraverso una "stampante a liquido organico"

Il miliardario statunitense peter Thiel, attraverso il programma Breakout Labs lanciato nel 2011 dalla Fondazione che porta il suo nome, ha deciso di sostenere un innovativo progetto con un ingente finanziamento che si pensa essere compreso tra i 250 mila e i 350 mila dollari.

L’obiettivo stabilito è ‘stampare’ una carne artificiale: secondo studi della società americana Modern Meadow è possibile fabbricare, attraverso la trasformazione di tecnologie già esistenti, una sorta di bio-stampante 3D, in grado di produrre materiali organici. Questo sarebbe possibile partendo da una tecnologia utilizzata nella medicina rigenerativa nata in origine per creare tessuti di ricambio, e in questo macchinario sostituire all’inchiostro un liquido che contiene cellule, quindi ‘stampare’ la materia per poi aggregarla e plasmarla fino ad ottenere un tessuto tridimensionale: in questo caso una porzione di carne. Lo strumento da utilizzare sarebbe dunque il cosiddetto ‘bioprinting’, considerato come la nuova frontiera della medicina hi-tech. Questo progetto punta a creare una fonte alternativa di proteine, da produrre ottimisticamente su larga scala garantendo lo stesso apporto nutrizionale –e, in futuro, anche lo stesso prezzo- della carne abituale, ma riducendo notevolmente l’impatto etico e ambientale dell’allevamento in batteria e della macellazione di animali al solo scopo alimentare.

I costi inizialmente saranno necessariamente molto elevati, ma gli studiosi puntano a ottimizzare
le tecnologie di produzione tanto da poter distribuire i prodotti su larga scala, raggiungendo così
prezzi competitivi per il mercato alimentare.
È sicuro che la prospettiva di fabbricare anche solo un boccone di carne artificiale susciti numerosi
dubbi, ma la società Modern Meadow è convinta di riuscire nel progetto anche in breve tempo,
per poi mirare a finanziare nuovi migliori programmi di ricerca nel settore biomedico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 agosto 2012
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