Busnari, Cagnotto e Viviani: delusioni per un soffio

Distacchi minimi tra ginnastica, tuffi e ciclismo su pista negano il podio a tre azzurri che avrebbero meritato una medaglia

Quanto è sottile la differenza tra gioia e dolore? Poco, pochissimo, questione infinitesimale. Nel ciclismo può essere conteggiata in frazioni di secondo, quelle che nell’ultima prova dell’Omnium (sei prove su pista in due giorni) fanno scivolare Elia Viviani dal primo al sesto posto. Nella ginnastica artistica può essere di due decimi: quelli che tengono lontano il milanese Alberto Busnari dal bronzo nel cavallo con maniglie, andato guarda caso a un britannico (Max Whitlock) come troppo spesso accade nelle competizioni con la giuria. E lo stesso divario di due decimi è decisivo anche nei tuffi, dove la povera Tania Cagnotto deve ancora una volta versare lacrime per un quarto posto olimpico (trampolino da 3 metri), beffata dalla messicana Sanchez nonostante una qualificazione regale alla finalissima. Lo stesso quarto posto che le è già toccato per un’inezia nel sincro con Francesca Dellapè.
Quelli di Elia, Alberto e Tania – li mettiamo in ordine cronologico – sono i volti delusi di una domenica italiana alle Olimpiadi che è arrivata a un passo da un trionfo multiplo (una medaglia di qualsiasi metallo in queste discipline sarebbe stata un grande successo) ma che si è fermata sul più bello, tradita dal cronometro o dai voti della giuria. Un peccato perché il tris di campioni azzurri avrebbe meritato il podio, per dedizione, umiltà e anche per essere portacolori di discipline che spesso trovano spazio solo per i Giochi (il ciclismo è da intendersi su pista, niente a che vedere con il Tour de France. E Viviani è stato il solo azzurro a qualificarsi per Londra). 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2012
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