Cocquo e via Motte senz’acqua. I cittadini scrivono al Comune

I residenti chiedono un intervento urgente e hanno segnalato il problema con una lettera aperta al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali

La siccità colpisce anche Sesto. I rubinetti sono rimasti a secco, nei giorni scorsi, in due quartieri della città: il problema riguarda in particolare il rione di Cocquo e le abitazioni di via Motte. E proprio i residenti di questa zona alla fine di luglio hanno scritto una lettera aperta al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali per denunciare la "insostenibile condizione venutasi a creare a seguito del perdurare dei disservizi di Amsc Spa nell’erogazione del servizio idrico".
Il documento, firmato da una ventina di cittadini, chiede un intervento urgente per far fronte alla "costante e perdurante assenza totale di acqua nelle fasce orarie di maggiore necessità. Inoltre – scrivono gli abitanti della zona – anche nelle fasce orarie appena precendenti e successive la pressione di fuoriuscita dell’acqua è più delle volte talmente scarsa da risultare comunque insufficiente a far fronte alle normali esigenze domestiche e igieniche".

I residenti di via Motte precisano di aver già segnalato più volte, anche in passato, il disservizio ai responsabili di Amsc e solo "versando in questa situazione da tempo, non è rimasta altra possibilità se non quella di coinvolgere direttamente i propri rappresentanti locali, in quanto unici soggetti in grado di svolgere quella efficace tutela dei diritti essenziali del cittadino che pare essere coinvolta da questa faccenda. Infatti, non sfuggirà che il rispetto di quel livello minimo di erogazione del servizio idrico necessario a sopperire alle esigenze domestiche e igieniche, rappresenta certamente un diritto meritevole di tutela".

«Nelle condizioni di via Motte è anche il rione di Cocquo che negli ultimi giorni aveva segnalato la totale assenza di acqua. Abbiamo raccolto nei giorni scorsi parecchie lamentele» ha spiegato il consigliere comunale di Insieme per Sesto, Claudio Carabelli che si è fatto portavoce dei cittadini interessati dal disservizio. «E a nostro avviso delle soluzioni ci sarebbero. Ci chiediamo ad esempio, perché non è stata messa in rete l’acqua del pozzo dell’ex Siai? Questo potrebbe risolvere i problemi di via Motte mentre quelli di Cocquo si potrebbero risolvere aggirando almeno in parte i filtri dell’impianto di dearsenificazione che depura le acque di san Donato». Per il sindaco il problema non è una novità: «Siamo già in contatto con il gestore per trovare delle soluzioni. Purtroppo quest’anno la siccità sta creando parecchi disagi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 agosto 2012
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